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Occupazione 2009: -1.5% nelle grandi imprese

L’occupazione continua a calare.

La conferma arriva dagli ultimi dati ISTAT che attestano un -1,5% di occupati nelle grandi imprese nel 2009.

Questo il preoccupante dato che emerge sullo stato del lavoro in Italia.

Da considerare che questo dato è al lordo della Cassa integrazione guadagni (Cig) e di -3,7% al netto della Cig.

Nel dicembre 2009 l’indice dell’occupazione nelle grandi imprese era – 0,2%.

Giudizi allarmanti dei segretari di Uil e Cisl che hanno confermato lo sciopero previsto per il 21 marzo 2010.

Il Segretario Confederale della Cisl, Giorgio Santini, ha commentato: “Il processo di ridiemensionamento dell’occupazione in corso da anni nelle grandi imprese, come effetto di una lunga fase di ristrutturazione, mostra, purtroppo una prevedebile accelerazione in questa crisi produttiva. Tra dicembre 2008 e dicembre 2009 l’indice dell’occupazione nelle grandi imprese si è ridotto del 2,1% al lordo dei dipendenti in cig, e del 3% al netto dei dipendenti in cig. Ciò segnala una perdita di posti notevole, ma anche la funzione svolta dalla cassa integrazione e dai contratti di solidarietà, che sono triplicati rispetto ad un anno fa: senza questi strumenti i posti di lavoro persi sarebbero stati di gran lunga maggiori.Ora è fondamentale una rapida attuazione del recente accordo tra Governo, Regioni e parti sociali sulle politiche attive del lavoro e sulla formazione, per un rapido reimpiego di cassaintegrati e disoccupati, con progetti di riqualificazione e sviluppo delle competenze concertati sul territorio. Per quanto riguarda le grandi imprese non basta più la pur necessaria gestione delle emergenze presso il Ministero dello sviluppo economico, ma diventa sempre più urgente tracciare un percorso di uscita dalla crisi, con un rilancio della politica industriale, che abbia come cardini il sostegno all’innovazione dei processi produttivi e dei prodotti, alla riduzione dei costi dell’energia, al risparmio energetico, al settore delle costruzioni, riproponendo anche lo strumento del credito di imposta per investimenti ed occupazione in particolare nel Mezzogiorno.La crisi rende necessario un salto di qualità del nostro sistema produttivo ed industriale – conclude il Segretario Confederale – anche per migliorare i livelli di produttività, penalizzati dall’andamento economico generale. Il processo di ridimensionamento dell’occupazione in corso da anni nelle grandi imprese, come effetto di un lunga fase di ristrutturazione, mostra, purtroppo, una prevedibile accelerazione in questa crisi produttiva“.

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Scritto da marianna e inserito nella categoria: Notizie sul Lavoro