Sergio Marchionne (Fiat) : “Operai flessibili o andiamo via”
I nuovi assetti societari alla direzione della Fiat riordinano i progetti per il futuro.
L’amministratore delegato, Sergio Marchionne pensa alla Fiat come alla “Fabbrica Italia”, un marchio che racchiude storia, industria, operai e motori della più grande impresa italiana.
Secondo Marchionne le fabbriche devono adattarsi al nuovo periodo cambiare, ci deve essere maggiore flessibilità, al servizio del mercato e gli operai devono lavorare di più.
E minaccia: “Se non ci saranno i 18 turni a settimana per ogni fabbrica italiana, se non ci sarà una flessibilità adeguata, se i sindacati non saranno responsabili come si sono dimostrati quelli americani allora la Fiat andrà altrove, porterà le nuove produzioni in Messico, in Serbia, in Brasile, in Russia, in Polonia dove i manager di Torino vengono accolti con i tappeti rossi”.
Marchionne prosegue: “Il mondo è cambiato, ci sono mille occasioni per investire e produrre. Le fabbriche in Italia devono accettare il cambiamento; è un’occasione unica, dipende dai sindacati, dai lavoratori prendere o lasciare. Se non sarà condiviso il nostro progetto abbiamo già pronto il piano B e vi assicuro che non è un piano molto bello”.
Il Ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha dichiarato: “Nei contatti continui che manteniamo con la Fiat abbiamo confermato l’atteggiamento di positività del governo nei confronti di questo piano industriale, che conferma l’interesse della Fiat per l’Italia: grandi investimenti negli stabilimenti italiani e raddoppio della produzione di auto“.
Ma cosa ne pensano i sindacati?
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