Dare del “pazzo” al Capo non è reato

Quante volte in ufficio rischiamo di perdere le staffe e lasciarsi andare in imprecazioni, parolacce e volgarità?

E quante volte avremmo voluto dare del pazzo al “capo” che ci tratta male, con stipendio da fame e turni massacranti?

Bene tutto questo oggi è possibile (nei limiti) senza rischiare il posto di lavoro.

A dirlo è la sentenza della Quinta Sezione Penale Corte di Cassazione n. 17672 del 7 maggio 2010 affermando che chi pronuncia oscenità in ufficio non commette reato.

Il tutto nasce da un avvocato e collaboratore di uno studio legale che rivolgendosi ad una segretaria ha detto testualmente “basta, ho deciso, io con l’avvocato ci parlo, ci discuto, non sono come tizio che dice sempre sì avvocato, certo avvocato. L’avvocato Rossi è un pazzo, vuole restare circondato da leccaculo, bene ci resti pure”.

Innanzitutto il termine pazzo è entrato nel gergo comune (e non solo quello purtroppo).

Inoltre, “quando tali termini vengono usati nelle discussioni, spesso accese, che si svolgono tra colleghi in ambito lavorativo e/o sindacale, aventi ad oggetto temi concernenti l’organizzazione del lavoro o l’adozione di particolari iniziative che possono aumentare la produttività dell’ufficio e rendere più agevole e meno burocratizzata l’attività degli addetti, finiscono con l’avere un significato rafforzativo del concetto espresso ed evocativo delle gravi conseguenze che si potrebbero verificare in caso di non accettazione delle critiche e dei consigli. Di conseguenza l’espressione “pazzo”, ha finito con il perdere la sua valenza offensiva per divenire espressione, sintetica ed efficace, rappresentativa di una conduzione scorretta dell’ufficio, che non potrà che portare alla rovina dello stesso“.

Secondo la Corte di Cassazione le critiche e queste discussioni possono essere estremamente positive per il proseguio del lavoro.

Se il capo ufficio, o il titolare dello studio, non accetta le critiche che gli vengono mosse dai propri dipendenti o collaboratori, i quali, per non avere noie all’interno del posto di lavoro, non contestano alcuna decisione, non potrà dirsi dotato di strumenti idonei ad assicurare una efficiente organizzazione.

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