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Crisi economica: disoccupazione giovanile al 25,4 per cento

La crisi economica si abbatte sempre più sui giovani.

A dirlo è l’ultima indagine dell’Istat che fotografa un furuto nero per le prossime generazioni, che dovranno anche sobbarcarsi il disequilibrio tra anziani in pensioni e giovani che lavorano.

I giovani di oggi (e parliamo di persone fino a 35 anni) sono costretti a diventare “bamboccioni” per forza e per esigenza.

Senza lavoro, al massimo con un lavoro part-time e occasionale, i giovani di oggi non riescono proprio a stabilizzarsi economicamente, figurarsi creare una famiglia.

Sono costretti ad essere mantenuti dai genitori, pensionati, e a dover arrancare per sbarcare il lunario.

“Nessun titolo di studio sembra in grado di proteggere i giovani dall’impatto della crisi”.

Flessione dell’occupazione critica (-11,4 per cento), per chi ha un titolo di studio non superiore alla licenza media, ma anche chi ha un diploma (-6,9 per cento) o una laurea (-5,2 per cento) soffre.

Il tasso di disoccupazione giovanile in Italia si colloca su un alto 25,4 per cento e dal governo Berlusconi non si intravede la benché minima azione per contrastare questo fenomeno.

La crisi ha messo alla berlina i dipendenti con contratto a termine, con contratti a progetto, o comunque atipici.

Le donne sono ancora più penalizzate nel mondo del lavoro, specie se madri.

“Considerando le 25-54enni e assumendo come base le donne senza figli, la distanza nei tassi di occupazione è di quattro punti percentuali per quelle con un figlio, di 10 per quelle con due figli e di 22 punti per quelle di tre o più. Solo le laureate riescono a raggiungere i livelli europei”.

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Scritto da marianna e inserito nella categoria: Ingiustizie