Lavorare nel campo del trasferimento tecnologico

Il trasferimento di tecnologie e competenze dal mondo dell’Università e della Ricerca alle imprese è un importante strumento per lo sviluppo culturale e industriale di tutti i Paese. E soprattutto fa crescere l’occupazione di qualità in settori molto “pregiati“.

Nel lontano 2000 a Lisbona, i capi di stato della UE presero un solenne impegno; entro il 2010, l’Europa dovrà diventare “l’economia basata sulla conoscenza più dinamica e competitiva del mondo”, portando la spesa per la ricerca dall’1,9 al 3% della ricchezza prodotta ogni anno e formando mezzo milione di nuovi ricercatori. Con lo scopo poi di trasformare in profitto e nuova occupazione questa ricerca.
Obiettivo evidentemente fallito… soprattutto in Italia, che non ci ha mai provato a raggiungerlo.

Eppure c’è chi come la Finlandia ha fatto faville e gli occupati nell’alta tecnologia sono aumentati. Certo il Paese non è stato immune alla crisi, ma investendo nel capitale umano e nella ricerca ora è in pole polition e si ritrova con un bagaglio enorme di alte tecnologie in vari campi.

Il paese scandinavo ha avuto investimenti in istruzione superiore al 6% del Pil (il più alto, dopo la Svezia, in un’Europa dove la media è attorno al 5) e in ricerca e sviluppo al 3,6% (il doppio della media Ue).
(fonte  Il sole24ore)

Giovanni Carrada scriveva nel 2008 in Finlandia “Alle 20 università si sono aggiunti 31 nuovi politecnici privati. Oggi c’è un ateneo ogni 100.000 abitanti, contro uno ogni 800.000 e nessun politecnico privato in Italia. Solo nelle Università, il numero dei ricercatori è triplicato. Si è poi stabilita un’intensa collaborazione con le imprese ...”

E ancora

Oggi la Finlandia ha la più alta percentuale di ricercatori nella forza lavoro e la più alta percentuale di ricchezza proveniente dall’alta tecnologia del mondo.”

In Italia si fa veramente poco, ma qualche iniziativa c’è per immettersi nel mercato dell’alta tecnologia a livello industriale.

Ci sono vari uffici di trasferimento tecnologico, noti anche come ILO (Industrial Liaison Office) e TTO (Technology Transfer Office) in varie sedi universitarie e di ricerca.

Il concetto alla base è quello di promuovere e facilitare il trasferimento dei risultati e della conoscenza dal mondo della Ricerca universitaria a quello di industrie, aziende e istituzioni. Ed è essenziale per le imprese che perseguono standard di competitività in linea con il mercato

Gli uffici di trasferimento tecnologico sono strutture attive presso università ed enti di ricerca,
Alcuni indirizzi si possono trovare qui http://www.ricercaitaliana.it/ilo.htm

Questi uffici offrono servizi per la creazione di nuove imprese ad elevato contenuto tecnologico (spin-off), a partire dalla formazione imprenditoriale, alla definizione e stesura del business plan, dalla gestione di attività di incubatore di impresa fino al reperimento di venture capital.
Offrono altresì servizi di informazioni alle imprese già esistenti per l’applicazione dei risultati delle ricerche nei loro processi.

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