Una brutta esperienza

Buongiorno, abbiamo ricevuto una mail che parla dell’esperienza di lavoro (veramente drammatica e senza diritti) di una nostra lettrice che pubblichiamo in forma anonima come da lei richiesto:

Apro una piccola parentesi dicendovi che a soli 2 anni di matrimonio son stata lasciata da mio marito, quindi  sono separata,  ho dovuto rinunciare a casa mia e agli alimenti per proteggere il tutto e che per colpa sua ho un lavoro con uno stipendio da fame, o meglio ho accettato di lavorare in quest’azienda per poter esse vicino casa e a lui, anche se si trattava di percorrere circa 40 km al gg.

Il problema: è vero che ho un lavoro e sono assunta, ma a quale prezzo e condizioni, l’azienda è uno schifo, mancano le basilari regole d’igiene… più della metà delle impiegate son straniere (ora non dico che le persone straniere non debbano lavorare ma diamine penso prima gli italiani e poi tutto il resto), la paga è da fame, perché tu sei assunta come part-time invece devi fare il full-time, e al mese non arrivi manco a 500 euro.
In più se magari non fai la produzione giornaliera, che loro ovviamente non dicono in anticipo, ti scalano pure lo stipendio ovviamente a sorpresa.
Per finire se per qualche motivo devi rimanere a casa, e non parlo di malattia, ma magari per qualche urgenza o magari perché non c’è lavoro, beh si rimane a casa, ma non si è pagati.

Il problema è che molte aziende ora se ne stanno approfittando della situazione di crisi come dicono loro e purtroppo la gente ha bisogno di lavorare e non può far altro che accettare queste condizioni.
Purtroppo non c’è nessuno che li difende,e purtroppo so quanto può esser duro specialmente chi della mia generazione, e calcolate che ho appena 30 anni. Ma devo sentirmi dire che son vecchia per lavorare nonostante ho un cv di tutto rispetto.

Rrendetevi un po conto voi e poi so perfettamente che in tutt’ Italia ci son tanti e tante come me che fremono per lavorare che han voglia di lavorare (e non come tanti han affermato che i giovani bamboccioni non vogliono lavorare) ma che come sempre tutte le porte gli vengono chiuse in faccia perché c’è qualcun’altro che viene prima di lui perché ha “un santo in paradiso” e tu vieni dopo, anche se sei più bravo e capace ed hai più esperienza.

Ecco cosa succede nel nostro bel Paese.
Grazie a tutti
Un Italiana fiera di esserlo anche se avvilita.

Se avete raccontarci le vostre esperienze scriveteci qui.

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