I politici se ne fregano del lavoro e dei precari

C’è crisi, il sistema del lavoro sta vivendo un cambiamento epocale, i giovani fanno fatica a trovare un lavoro decente, il precariato nella peggiore accezione è diffusissimo.
Questo dovrebbe essere il punto chiave su cui tutti i politici di ogni schieramento dovrebbero battersi!

E invece i politici dell’attuale governo pensano a leggi sulla giustizia, il sospetto che pensino solo a risolvere i problemi di poche persone sembra fondato.   Ecco cosa scrive Repubblica (il grassetto e il sottolineato è mio)

Non è una novità, ma suona adesso come conferma ufficiale: tolti gli affari penali (che occupano molto spazio anche tra i pensieri del premier) la vita parlamentare si consuma stancamente. Anche in tempi di recessione economica, con macroscopici fattori di una crisi oramai endemica, le urgenze sono rivolte al processo. Le leggi sulla giustizia godono di una attenzione sei volte maggiore di quella destinata alla disoccupazione, molto più di cinque volte se raffrontata alla tutela del patrimonio artistico, alla ricerca scientifica o anche alle forme di lotta all’evasione fiscale. Se c’è un’ora di tempo, quaranta minuti vanno di là (processo giusto, breve, abbreviato, diritti degli imputati, diritto alla prescrizione, diritto alla privacy); i restanti vengono spalmati sul resto dello scibile.

I dati sono forniti da OPENPOLIS , un gruppo di persone di varia provenienza, esperte in vari campi (analisti politici, matematici, statistici)  che tengono conto, calcolando l’indice di produttività  dei politici, il valore delle cose fatte, i temi approfonditi e quelli accantonati.

L’unica parola che viene in mente è VERGOGNA.

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5 pensieri su “I politici se ne fregano del lavoro e dei precari

  1. Vincent

    Comunque è veramente una vergogna per la miseria.
    Con tutti i problemi che ci stanno, pensano a cose inutili, o meglio utili sono a qualcuno.
    Ma poi li rivotano…

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  2. Eudaimon Srl

    Il momento difficile, è vero, tutto sembra andare male e l’attenzione delle istituzioni è rivolta altrove. Noi abbiamo scelto però di combattere la crisi continuando a svolgere il nostro lavoro al meglio, promuovendo sempre più il benessere organizzativo e cioè tutte quelle condizioni di qualità della vita e di sviluppo del potenziale professionale e personale che soddisfano i collaboratori.
    i quali partecipano al lavoro e forniscono il loro contributo straordinario di attenzione, impegno e creatività. In questo modo i fatti e i cambiamenti del mercato vengono percepiti dalle aziende più in fretta e meglio dei concorrenti, e vengono trasformati in opportunità di sviluppo.
    La soddisfazione dei nostri clienti ci incoraggia a continuare su questa linea, nella speranza che presto anche le istituzioni lancino qualche segnale e propongano soluzioni.

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  3. Pingback: Il nostro tempo è adesso - Risorse Disumane C'è!!

  4. marcella

    Purtoppo per tutti, caro precario, alla politica non frega niente nemmeno delle imprese (che poi sono quelle che danno il lavoro) ed ora dopo la fuga di cervelli verso l’estero, si sta arrivando all’esodo di tutte le piccole imprese fortemente strangolate dalle tasse.
    E’ la fine dell’italia, ma a nessuno importa niente

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  5. unprecario

    Purtroppo è così.
    Ma quello che amareggia di più è il consenso a questo andazzo, evidentemente da parte di chi ha privilegi, oppure solamente dettato da ignoranza e conformismo

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