L’identikit del precario 2012 secondo la Cgia

La Cgia Associazione Artigiani Piccole Imprese della sezione di Mestre ha elaborato dopo uno studio l’identikit del precario del 2012 per il lavoratori dai 15 ai 34 anni.

Pur distinguendo ovviamente caso per caso, si è tentato di tracciare le linee generali che “fanno tendere” verso il precariato. I risultati hanno detto che il “precario DOC” vive in Sud Italia, svolge contemporaneamente due o tre lavori, non è laureato ed ha uno stipendio medio di 836 euro netti al mese. Lo studio tiene conto anche delle differenze di sesso e si registra come la media sia di 927 euro mensili per gli uomini e di 759 euro mensili per le donne. Nel calcolo non sono incluse quote accessorie.

Un po’ a sorpresa, per quanto concerne il settore di lavoro “precario”, la maggior parte di essi si trova nella Pubblica Amministrazione, suddivisi tra scuola, sanità, servizi pubblici e servizi sociali. Gli altri settori prevalenti sono il commercio, il servizio alle imprese, alberghi e ristoranti.

Il titolo di studio sembra ancora contare qualcosa quanto meno quando si parla di precariato. I precari laureati infatti sono solo il 14% del totale, contro il 46% dei diplomati e il 39% di chi ha titolo ancora inferiore.

Le regioni più precarie risultano essere tutte nel Sud Italia secondo l’ordine: Calabria, Sardegna, Sicilia e Puglia.

Come tutte le stime, si tratta di dati da prendere con le molle. Se siete laureati e lavorate a Milano e nonostante tutto siete dei precari, quindi, probabilmente non siete i soli. Forse, però, avrete più occasioni per migliorare la vostra posizione.

Lo studio completo con i dettagli è rinvenibile sul sito web della Cgia in questa pagina web.

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