Per la Cgil l’allarme nel turismo è precarietà e lavoro nero

Secondo una ricerca di Filcams Cgil, l’estate 2012 si farà segnalare per un gran numero di lavoratori precari o addirittura sommersi nel settore turistico. L’allarme è talmente forte che Filcams Cgil ha pensato di lanciare una vera e propria campagna che si chiamerà “Scopriamo il sommerso, regolarizziamoci”.

A causa della natura stessa del lavoro turistico, che prevede un gran numero di affluenze nella sola stagione estiva, molti lavori rischiano di essere lasciati in balìa del “nero” e del precario sfrenato. Secondo i dati messi a disposizione, i lavoratori nel turismo nel periodo estivo vanno tra 900 mila e 1 milione e mezzo di unità con una forte presenza femminile (58%) e giovanile (oltre il doppio della media ha meno di 24 anni), condizioni che non aiutano a far sì che questi lavori siano svolti nel rispetto delle regole.

Il segretario della Filcams Cgil, infatti, fa notare come l’essere lavoratrice e l’essere giovane fanno prevalere alle forme di tutela dei contratti regolari il bisogno primario di un salario, a tutto vantaggio di imprese e imprenditori senza scrupoli che, se non denunciate, rischiano di continuare ad operare in questo modo in maniera del tutto indisturbata.

Filcams Cgil fa anche notare come il lavoro sommerso presenta numerose facce e non è soltanto il “tipico” lavoro nero, ma può prendere tante forme differenti dichiarando lavori difformi rispetto a quelli che si svolgono realmente: ad esempio, un part-time che è in realtà un tempo pieno, un intermittente che non attua riposi giornalieri o nella settimana, un parasubordinato che lavora alla stregua di un dipendente. Ecco il perché del lancio della campagna “Scopriamo il sommerso, regolarizziamoci”: tutte le strutture del sindacato sono messe a disposizione per offrire tutela legale contro questo tipo di abusi, cui i lavoratori non devono assolutamente sottostare. Se tutti agissero in questo modo, la piaga del sommerso sicuramente non sarebbe così radicata.

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