Twitter ti aiuta nel lavoro: come funziona il “Twesume”

Il “Twesume” è l’ultima sfida partita su Twitter: cercare di trovare lavoro direttamente attraverso l’utilizzo del social network più in voga oltreoceano, tramite la stesura di “mini-curriculum” da 160 caratteri da condividere.

Il termine deriva infatti dalla fusione di “twitter” e di “resume”, cioè “riassunto”. Questo mini-curriculum può quindi essere twittato agli altri utenti (o loro stessi possono retwittarlo), verso potenziali datori di lavoro.

Il sistema “Twesume” – come si può notare facilmente – non è di facile applicazione, dal momento che si deve riuscire a esprimere in soli 160 caratteri sia le esperienze che le capacità di cui si è dotati. Pur essendo teoricamente sfruttabile nel mercato del lavoro nella sua globalità, tende ad essere utilizzato soprattutto da chi cerca lavoro nel settore giornalistico o comunque della scrittura.

A lanciare l’idea è stato nel lontano 2008 Skaare Richard, un consulente nel settore della comunicazione. Le possibilità di “Twesume” sono state esaminate da Sean Weinber in questo post su Mashable.com. Cosa ci racconta Richard?

Innanzitutto, un modo diverso di approcciarsi e relazionarsi con il mondo del lavoro, creativo ed inevitabilmente più rapido, rispetto al vetusto Curriculum. Ci fa un esempio originale di come potrebbe essere scritto un “twesume” da Babbo Natale:

Babbo Natale: viaggiatore globale ed esperto di giocattoli. +300 anni di esperienza. Cerca lavoro nell’industria di intrattenimento. http://tinyurl.com/c9ursdp #twesume

Individua poi una serie di consigli per realizzare un ottimo “twesume” che possa avere buone chance di visibilità. I seguenti:

–          Scrivere esclusivamente informazioni basilari: lo spazio a disposizione è pochissimo, meglio non perdersi in fronzoli o inutili dettagli.

–          Considerare sempre qual è l’audience di riferimento: un “Twesume” deve essere ben indirizzato verso l’attività che si sta ricercando e deve suscitare l’interesse delle relative aziende, non di tutte! È bene non essere troppo dispersivi.

–          Essere creativi: in questo modo, specialmente se lavori nel campo della scrittura, dimostrerai che sei in grado di scrivere.

–          Inserire un link al curriculum vitae completo (se è online), al vostro profilo LinkedIn, al vostro sito o ad un vostro video (realizzato per lavoro o come video curriculum): contribuirà a mantenere sempre “vivo” e aggiornato il vostro “Twesume”.

–          Non postarlo esclusivamente sul proprio profilo, ma twittarlo presso aziende e selezionatori in base ai vostri interessi: così, il “Twesume” potrà diffondersi maggiormente e farsi notare di più.

In questo modo, un “Twesume” può rimanere vivo e valido a lungo nel tempo (dal momento che il curriculum e il profilo possono essere mantenuti costantemente aggiornati) senza bisogno di postarlo nuovamente per ogni aggiornamento.

In particolare il “Twesume” è utile per tutte quelle aziende che già fanno uso delle selezioni attraverso social network, un numero che è costantemente in crescita e rende molto più rapido il processo stesso di selezione. I numeri parlano chiaro e ci dicono che già nel 2011 l’89% delle aziende americane ha utilizzato i social network per cercare potenziali aspiranti ad un lavoro. Persino Luca Royes della ABC Online ha tenuto una conferenza in cui ha spiegato come sfruttare il sistema dei “Twesume” nel miglior modo possibile!

La tendenza è scritta e probabilmente anche in Europa si andrà presto in questa direzione.

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