Incentivi alle assunzioni nel DL Lavoro 2013? Una presa in giro

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Il Governo Letta aveva fatto del “rilancio dell’occupazione” un suo cavallo di battaglia e tutt’ora pensa di poter dare una svolta alla fase di depressione economica che non invoglia le imprese ad assumere.

Tuttavia, ciò che ha partorito è stato un DL Lavoro che sarà approvato alla Camera (dopo essere stato già approvato al Senato) il prossimo 9 agosto e che tutto sembra essere fuorché qualcosa di determinante per lo sviluppo occupazionale del Paese.

Che cosa prevede, nello specifico dei lavoratori, il DL? In sostanza i cosiddetti “incentivi alle assunzioni” si presentano alquanto ridicoli nella misura reale in cui sono proposti. Le agevolazioni per le assunzioni, infatti, riguarderanno una categoria davvero ristretta e che corrisponde ai seguenti criteri:

–          Giovani tra i 18 e i 29 anni;

–          Non lavoratori da almeno sei mesi;

–          Privi di diploma di scuola media superiore, dunque fermi alla licenza media.

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La consistenza del nuovo DL per il lavoro è pari a quella di una bolla di sapone.

Queste sono le condizioni per una categoria di lavoratori considerata “svantaggiata” a cui sono riconosciuti degli sgravi contributivi fino a 650 euro in diciotto mesi di lavoro e vale sia per nuove assunzioni che per trasformazioni di contratto nel formato a tempo indeterminato.

Cambia anche l’intervallo necessario tra un contratto a termine e l’altro: se con la riforma Fornero erano passati a 60 e 90 giorni, ora scende a 10 giorni per contratti precedentemente inferiori a sei mesi e a 20 giorni per contratti precedentemente superiori a sei mesi. Nel caso in cui non si vogliano far passare questi giorni il contratto si deve riconvertire in tempo indeterminato.

Vengono previsti inoltre: proroga degli incentivi dal 2015 al 2016 per le start up “innovative” previste con la legge 221 del 2012 e incentivi per il lavoro dei disabili per 10 milioni nel 2013 e venti milioni nel 2014.

Altri dettagli riguardano il lavoro a chiamata e il lavoro accessorio, ma nell’insieme e vedendo quanto previsto dalle disposizioni principali, ci si può rendere immediatamente conto di quanto questo decreto sembri una “presa in giro” di incentivi per il lavoro. Oggi, i giovani italiani disoccupati sono laureati e praticamente tutti hanno almeno un diploma di scuola superiore. Questo “piccolo particolare” rende totalmente inutili gli incentivi a quasi tutta la popolazione che ne avrebbe bisogno. Senza contare che sono moltissimi anche gli ultratrentenni e ultraquarantenni che rimangono ad oggi senza lavoro.

Allora, vogliamo provare a capire le ragioni di questi incentivi ridicoli. E non si trovano, se non la sola verità: lo Stato non ha un euro per alcun tipo di incentivo e ha preferito prima sbloccare pagamenti per gli enormi debiti già presenti in arretrato della Pubblica Amministrazione. Sono stati predisposti infatti 25 miliardi oltre 40 miliardi già previsti per sanare questi pagamenti, ripianando nell’arco dei prossimi cinque anni 65 dei 90 miliardi di debiti non saldati.

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