Abbigliamento per il Colloquio di Lavoro: quando fa la differenza

Abbigliamento per Colloquio di Lavoro

Scuola, studio, università… il percorso di un giovane è sicuramente lungo ed impegnativo, eppure dopo molte fatiche arriva finalmente, il momento di affacciarsi nel mondo del lavoro.
Il più delle volte, tuttavia, i giovani, ma anche i meno giovani, ormai, non sono più troppo abituati, non sanno bene come comportarsi di fronte ad una simile situazione arrivandovi impreparati. Un simile errore, specialmente in un periodo economico in cui la disoccupazione è alle stelle (http://www.istat.it/archivio/disoccupati), può costar caro e farsi rimpiangere, chissà, magari anche per molto tempo.
Per non correre questo rischio e non viver di rimpianti in futuro, vediamo brevemente alcuni accorgimenti da rispettare quando ci presentiamo ad un colloquio di lavoro, dato che, si sa, dare subito una buona impressione è fondamentale in questi casi (ne abbiamo accennato già in  Come Vestirsi ad un Colloquio di Lavoro).

Innanzitutto cominciamo col dire che la competenza è sicuramente la base del nostro successo. Per usare una metafora e paragonare la nostra futura carriera ad una casa, possiamo ben dire che le competenze devono necessariamente essere le nostre fondamenta, perché senza di queste la casa semplicemente crolla.

Detto questo è bene sottolineare che la sola preparazione, spesso, non basta (come del resto, infatti, non bastano le sole fondamenta per costruire una casa).
In molti colloqui di lavoro, infatti, troveremo tanti se non tantissimi candidati validi e competenti , come noi se non più di noi, a lottare per pochissimi posti a disposizione. Oppure, ci presenteremo a dei colloqui per lavori non troppo specializzati, in cui una competenza specifica magari neanche viene richiesta.

In questi casi quindi, quando la competenza non basta o magari non serve proprio, occorre qualcosa in più, occorre distinguerci se realmente desideriamo ottenere quel posto di lavoro.
Ebbene, dato che la prima impressione che daremo entrando nella stanza del nostro reclutatore è quella visiva, il primo aspetto in cui dovremo distinguerci è senza dubbio quello formale, legato all’abbigliamento.

Ovviamente per “distinguerci” non si intende presentarsi al colloquio in pigiama o con jeans strappati o capelli colorati, perché in questo modo più che distinguerci finiremo per esser presi per matti e scartati immediatamente.
Per “distinguerci” intendiamo piuttosto il non commettere errori nell’abbigliamento, l’essere stilisticamente adatti alla situazione in cui ci troviamo e fare così in modo di predisporre in maniera favorevole l’ occhio (e quindi anche l’animo) di chi dovrà selezionarci. E avere successo in tutto ciò vorrà dire essere riusciti realmente a distinguerci, perché sono veramente pochi coloro che ci riescono.
Del resto, per riprendere la metafora precedente, la casa, per farsi realmente apprezzare, ha bisogno non solo di solide fondamenta ma anche e soprattutto di un arredamento elegante e raffinato, per cui sotto con i consigli in merito all’abbigliamento, per arredare al meglio la nostra famosa casa.

Prima di tutto, diciamo che non esiste l’abbigliamento perfetto per il colloquio perfetto.

Esiste, piuttosto, l’abbigliamento adatto per un determinato colloquio, il che è cosa particolarmente diversa.
Non possiamo infatti, ad esempio, presentarci in giacca e cravatta ad un colloquio per un giornale anticonformista in cui tutti i dipendenti vestono in t-shirt e scarpe da ginnastica, così come viceversa non potremo vestire sportivi per aspirare ad un posto in banca.

La prima regola da rispettare sarà dunque quella di informarsi preventivamente sullo stile dell’azienda per la quale intendiamo lavorare, in modo da non avere spiacevoli sorprese il giorno stesso del colloquio.

Una volta, poi, ottenute tali informazioni e optato per uno stile più o meno formale/informale occorre tuttavia tenere a mente altre piccole nozioni.

In primo luogo, il colore. Si tratta inevitabilmente del primo dato che risalta agli occhi del reclutatore e, più spesso di quanto si pensi, fa la differenza.
Non tutti i colori, infatti, sono uguali o mandano lo stesso messaggio a chi abbiamo di fronte, specialmente quando si tratta di un reclutatore, per cui affidarsi a qualche suggerimento utile in tal senso, come quelli di http://www.brucleshop.com, è sempre positivo.

Per un abbigliamento formale, i classici colori neutri nero e grigio assicurano una buona dose di successo, senza tuttavia dimenticare che non sono gli unici, in quanto anche un marrone o beige non sono banditi.

Se invece abbiamo la possibilità di osare un pochino di più, ricordiamo che i classici colori pastello possono essere un buon compromesso tra eleganza ed innovazione, mentre per professioni che richiedono maggiore apparizione e attenzione alla moda bisogna avere il coraggio di tentare anche abbinamenti insoliti e personali, poiché tutto ciò è già espressione del nostro talento.

Scendendo invece ancora di più nel particolare ricordiamo che specialmente per i lavori di ufficio, per quanto differenti possano essere, la formalità è sinonimo di professionalità e non può non essere apprezzata.

Per gli uomini, quindi, competo giacca e cravatta (fare attenzione a ricordare sempre la cintura nei pantaloni) o, al limite, pantalone elegante con giacca raffinata abbinata, numerosi sono ormai i grandi marchi che presentano le proprie collezioni online che possono essere utili per farsi un’idea di partenza, tra tutti sicuramente Armani.

Per le donne, invece, alcuni preziosi consigli per stare al passo con i tempi possono essere ottenuti affidandosi specialmente a http://www.donnamoderna.com/moda.

Per un colloquio di lavoro, infatti, sono assolutamente da dimenticare minigonne, scollature o shorts, evitando così il pericolo di sembrare non solo fuori luogo ma anche troppo accattivanti.

Risulta inoltre ormai passato di moda anche il classico tailleur nero con gonna al ginocchio, che non necessariamente esprime la personalità di chi lo indossa, mentre è da preferire un buon abbinamento giacca-pantalone: meglio evitare, infatti, uno sterile maglioncino e privilegiare così la giacca, o al limite rimediare con una buona camicia.

Ancora una volta i grandi marchi della moda, come Chanel, possono tornarci utili per avere qualche idea in più.
Ma attente a non esagerare in quanto alcuni abiti sono davvero troppo sfarzosi.

In tema di scarpe, infine, la via di mezzo è sempre gradita: né troppo alte né troppo basse. Un pò di tacco, ovviamente, è consigliabile in quanto regala portamento ed eleganza, ma senza esagerare. Evitiamo, tuttavia, che i piedi rimangano scoperti, puntando su un buon paio di calze eleganti e, soprattutto, evitiamo sempre gli stivali: quand’anche piovesse, quindi, non facciamo mancare in borsa le scarpe “di riserva”.
Del resto, ottenere un lavoro è una battaglia e disporre di buone armi e giusti consigli, come quelli offerti in tema di abbigliamento da zalando.it, spesso fa la differenza.

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2 pensieri su “Abbigliamento per il Colloquio di Lavoro: quando fa la differenza

  1. Antome

    Per uomini va bene giacca e pantaloni grigio – azzurro, scarpe stringate nere o marroni altrimenti mocassini e calze al ginocchio abbinate alla camicia?

    Replica
  2. PDolci

    Il classico Giacca e Cravatta va sempre bene, certo è che il mondo delle start-up, in cui lavorano principalmente giovani sta cambiando i canoni estetici e pian piano anche look più casual e informali potrebbero essere più tollerati.

    Replica

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