Biologo nutrizionista

Come diventare un Biologo Nutrizionista

Croce e delizia, il cibo è bontà per il palato e ingrediente fondamentale per godere di una buona o cattiva salute. Una passione che può anche diventare un lavoro. Come? Studiando per diventare un Biologo Nutrizionista.

Ho chiesto a Sara di raccontarmi la sua esperienza e qual è la situazione attuale per i Biologi Nutrizionisti. Pronto a rapire tutte le preziose informazioni che ti ha riservato?


Sara Biologo Nutrizionista Sara Anna Polimeno, Biologa Nutrizionista quasi ventisettenne, nata nel sud della Puglia, precisamente in quel meraviglioso posto chiamato Salento.
La mia formazione accademica é avvenuta quasi interamente a Roma, dove mi sono laureata in Scienze dell’Alimentazione e Nutrizione umana, con specialistica  in Nutrizione Clinica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia del Campus Bio Medico.
Ho successivamente conseguito l’abilitazione per lo svolgimento della professione di biologo nutrizionista nel luglio 2014.
Ho continuato la mia formazione e nell’aprile del 2015 mi sono trasferita a Milano, dove ho iniziato ad esercitare la professione come biologa nutrizionista.
Tradizione, onestà, passione e senso del dovere sono i valori che mi spingono ogni giorno a migliorarmi, accanto ad un costante aggiornamento.

#1. Ciao Sara, raccontaci di te. 🙂 Chi sei? Cosa fai?

Ciao Ludovica, voglio ringraziarti per avermi dato l’opportunità di parlare di me e della mia professione. Sono una giovane Biologa Nutrizionista di origine salentina. Ho studiato e iniziato a praticare la professione a Roma, e da circa un anno e mezzo sono a Milano. Come molti miei colleghi, ho intrapreso  questa attività professionale  gestendo  una serie di collaborazioni e da oltre sei mesi, lavorando anche in uno studio privato.

Trasferitami a Milano, la prima collaborazione, che seguo tutt’ora, è stata con un gruppo di farmacie milanesi, le quali hanno ritenuto importante dedicare  nella stessa farmacia, un’area di riferimento specifico destinata al servizio della nutrizione. Il mio impegno è orientato alle  consulenze nutrizionali, all’elaborazione di piani alimentari personalizzati e non per ultimo a corsi di educazione alimentare che abbracciano varie fasce di età e patologie legate soprattutto ai dismetabolismi oggi largamente diffusi.

Il bisogno di conoscenza e il rapportarmi con i progressi scientifici, mi porta a seguire aggiornamenti, creando un forte legame tra attività professionale e rapporti con il paziente. Tutto questo  mi ha permesso di familiarizzare con la città, dando vita a nuove relazioni.

Da pochi mesi, infatti,  insieme alla Dott.ssa Rossella Salerno , psicologa e psicoterapeuta,  abbiamo dato vita ad un progetto: CORPO E MENTE. Questo lavoro in team mira a rendere vicine e cooperanti due figure  professionali diverse ma in stretta relazione tra loro.

#2. Cibo: croce o delizia?

Assolutamente delizia, solo e soltanto delizia! Ho sempre considerato il cibo delizia , probabilmente per via delle mie origini: il Salento è noto non solo per le bellezze artistiche e per i paesaggi mozzafiato ma anche per la cultura del buon cibo.

Ecco forse questa è la domanda più idonea per sfatare un mito. Quando ci si rivolge ad un Nutrizionista la maggior parte dei pazienti è quasi spaventata perchè pensa che da quel momento in  poi non si potranno più assaporare delle delizione pietanze…e invece non è così!

Fermo restando che, a seconda del proprio stato di salute, bisogna fare delle considerazioni alimentari soggettive, mangiar bene non è sempre sinonimo di rinunce ma più che altro di scelte e la dieta mediterranea incarna proprio questo: delizia e benessere devono viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda…e perchè no, anche un tocco di fantasia!  😉

#3. Come si diventa un Biologo Nutrizionista? E quali opportunità offre oggi questa professione?

In realtà ci sono divese possibilità per intraprendere la strada del biologo Nutrizionista .

Personalmente ho preferito scegliere il percorso che reputavo essere più formativo e mirato sin dal primo anno; quindi laurea triennale in Scienze dell’alimentazione e della Nutrizione Umana e specilistica in Nutrizione Clinica, presso la Facoltà di medicina e Chirurgia del Campus Bio Medico di Roma.

Come dicevo, però, le possibilità sono diverse: infatti è possibile intraprendere un corso di laurea triennale in scienze biologiche (Biologia o Biotecnologie) con specialistica in Nutrizione Umana, presente ormai in diversi atenei italiani. Ovviamente per esercitare la professione, una volta terminati i cinque anni universitari, occorre affrontare l’esame di stato e iscriversi all’Albo dei Biologi.

Per quanto riguarda le opportunità che offre la professione del Nutrizionista, al giorno d’oggi sono tante e varie, a seconda del ramo in cui si ha intenzione di inserirsi, quindi non solo come libero professionista nel proprio studio ma anche  presso strutture sia private che pubbliche come collaboratore o ricercatore.

E’ pur vero che, come tutti i liberi professionisti, anche quello del Nutrizionista è un lavoro che ti mette tutti i giorni a dura prova, quindi mi sento di consigliare questa strada solo se si è realmente motivati… insomma le parole d’ordine sono: grinta, passione e preparazione.

#4. Come può trovare lavoro un Biologo Nutrizionista?

A tutti sarà capitato di cuoriosare nel web e cercare delle interessanti offerte di lavoro… l’ho fatto anch’io.

Trovo però che per la professione del nutrizionista sia molto importante avere le idee chiare. Prima di tutto bisogna capire se si è disposti di lavorare in team o meno. Questa prima riflessione ti permetterà  di scegliere se inviare il curriculum a delle strutture polispecialistiche oppure intraprendere da subito la libera professione in uno  studio privato e quindi rimboccarsi subito le maniche , investire in pubblicità, e posso garantire che se il lavoro verrà portato avanti con professionalità e passione… allora siamo sulla buona strada 🙂

#5. Quanto è possibile guadagnare praticando la professione del Biologo Nutrizionista?

E’ difficile rispondere a questa domanda, per un semplice motivo: tutto dipende dal tipo di attività che si è deciso di intraprendere.

Ci sono diverse variabili, dal numero di pazienti che si seguono, da quante collaborazioni si hanno e ovviamente da come queste vanno fatte.

Come diventare Biologo Nutrizionista

#6. Come si svolge la giornata tipo di un Biologo Nutrizionista?

Ognuno avrà una propria giornata ma ti racconto la mia 😀

Partiamo dal fatto che è difficile che una giornata possa essere esattamente uguale a quella precedente perchè dipende dal tipo di collaborazione; questa è una peculiarità del mio lavoro che devo dire apprezzo tanto, insomma non mi annoio mai 🙂

Allora, mi sveglio intorno alle 07:00, ed ovviamente non posso non preparare una gustosa e sana colazione, con l’immancabile caffè (tutto salentino :)) , mi preparo e via verso la mia destinazione.

Non ho degli orari fissi ma variano a seconda del numero di appuntamenti che ho programmato ; molto spesso però il lavoro continua anche a casa , questo perchè prima di elaborare un piano alimentare personalizzato bisogna studiare ancora nel dettaglio il paziente che si è avuto in visita andando a valutare lo stato sia esso fisiologico che patologico.

Cerco di ritagliare del tempo anche al benessere del corpo, conciliando la palestra con delle lunghe camminate, che adoro.

Molto spesso nella giornata tipo del Nutrizionista , un momento importante lo riveste la preparazione di pranzi e cene per la propria famiglia. Io trovo sia un momento divertente perchè mi permette di sperimentare  e realizzare piatti sempre nuovi che possano  essere gustosi, sani e semplici da preparare  e da consigliare ai miei pazienti.

#7. Quali competenze deve possedere un Biologo Nutrizionista? E quali qualità sono indispensabili?

Il biologo nutrizionista deve avere delle competenze in diversi ambiti che dovrebbe assimilare non solo nel percorso accademico ma anche e soprattutto successivamente nella formazione continua che obbligatoriamente il Biologo Nutrizionta è tenuto a fare.

Fondamentali sono le conoscenze in ambito clinico (dall’anatomia alla fisiologia), in ambito chimico e biochimico e ovviamente nutrizionale. Ogni paziente neccesita di un supporto nutrizionale specifico e personalizzato in base al proprio stato di salute e allo stile di vita che conduce e solo un professionista in costante aggiornamento è pronto a rispondere a queste esigenze.

Essendo un lavoro a stretto contatto con il pubblico, una delle qualità più importanti è la capacità di ascolto. Non nascondo che è necessaria anche una buona dose di pazienza e non per ultimo anche capacità comunicative.

Qualità che vanno ovviamente ad essere affinate col tempo e con l’esperienza.

#8. Quale percorso di studio prima e professionale poi deve seguire chi vuole diventare biologo nutrizionista?

Dunque credo che alla prima parte di questa domanda abbia già risposto.

Oltre al percorso di studi obbligatorio, reputo fondamentale un buon periodo di “gavetta”.

Io ho avuto la possibilità di praticare già durante il percoso di studi e tirocini in diverse strutture ospedaliere  e in diverse specialità e successivamente anche a diretto contatto con un professionista in studio.

E’ proprio l’esperienza sul campo che ti pone di fronte alla realtà, solo in contesti del genere, puoi realmente assaporare il tuo lavoro… ed io me ne sono perdutamente innamorata 🙂

#9. Quanto conta, nella professione del Biologo Nutrizionista, il rapporto tra medico e paziente?

Se avessi una scala da 1 a 10, ti darei il massimo: 10.

La relazione medico- paziente è alla base, soprattutto per chi decide di intraprendere questa professione. Con i pazienti si seguono dei percorsi, un po’ come con lo psicoterapeuta, quindi è necessario tessere un buon rapporto, altrimenti , si rischia di perderli .

Una delle qualità che deve possedere un Nutrizionista, come ogni altra figura sanitaria che si relazione con un paziente è l’empatia, dote che ti permette di comprendere lo stato d’animo della persona che si ha di fronte.

Posso dire per certo che  possedere questa qualità, significa non solo assicurare un eccellente rapporto con il proprio paziente e quindi una continuità del percorso ma è sicuramente un valore aggiunto che va oltre le capacità professionali.

#10. Psicologia: quanto è importante nella nutrizione e quanto lo è per una corretta diagnosi?

Questa domanda mi piace tantissimo 😀

Probabilmente dalle risposte precedenti il mio pensiero in merito è già stato palesato.

E’ ormai noto come Alimentazione e Psicologia viaggino sullo stesso binario ed è anche semplice analizzarlo… prova a pensare: quante volte quando hai un problema psicologico, riponi i tuoi “dispiaceri” sul cibo? E’quasi una  valvola di sfogo.

Ovviamente si possono presentare situazioni diverse, ci sono casi in cui si hanno degli “attacchi di fame incontrollati” e condizioni diametralmente opposte in cui “ti si chiude lo stomaco”.

Bè il cibo non è la causa scatenante ma una conseguenza, o meglio un vettore, che potrebbe , però traformarsi in un’arma e portare anche a patologie oggi giorno, ahimè,  molto serie.

Parlo ovviamente dei disturbi del comportamento alimentare: anoressia, bulimia, binge-eating  disorder… ma non solo. Capita anche a persone comuni, dalla casalinga frustrata al marito depresso, insomma il cibo quasi come unico elemento consolatorio.

Da quando ho iniziato a praticare  mi sono trovata spesso di fronte a queste situazioni ed i pazienti necessitavano di un supporto che andasse oltre la nutrizione, richiamo importantissimo della collaborazione con una psicoterapeuta, in un percorso che permetta al paziente di essere seguito su entrambi i fronti e raggiungere con maggior successo e in tempi sicuramente più brevi l’obbiettivo.

Ritornando alla tua domanda, è intuitivo pensare che  venire a conoscenza della sfera psicologica del paziente è alla base di una corretta diagnosi.

#11. Quanto credi sia importante oggi il Web per chi vuole diventare un Biologo Nutrizionista?

Credo tantissimo nel web e sono convinta che è uno strumento di vitale importanza per la professione del nutrizionista.

E’ una potente arma che se utilizzata  in modo corretto e onesto può essere non solo fonte di grande visibilità ma anche di enorme diffusione del sapere nutrizionale ad un bacino di utenza che difficilmente avrei la possibilità di raggiungere.

#12. Qual è il tuo rapporto con la Rete? Come gestisci la tua presenza online?

Per il momento non ho un grandissimo rapporto ma mi piacerebbe aumentarlo e soprattutto dedicarci più tempo, proprio perchè ritengo sia un valido aiuto per la professione del nutrizionista.

Attualmente gestisco una pagina facebook che di tanto in tanto aggiorno con informazioni che reputo alla base di una corretta educazione alimentare e che tutti dovrebbero conoscere e poi quando ho tempo mi diletto a preparare qualcosa di semplice, gustoso e sano che possa in qualche modo stimolare la curiosità del lettore e magari invogliarlo a provare…insomma rompere con lo scetticismo: sano non significa insipido e senza gusto, tutt’altro!

Quindi magari puoi iniziare tu Ludovica: vai sulla mia pagina, scegli qualcosa che ti possa  piacere e corri subito in cucina a preparare.  :p

Grazie

Condividi:Share on Facebook60Share on Google+0Tweet about this on Twitter
Ricevi aggiornamenti Gratuiti sul Lavoro
Iscriviti gratis!
Non facciamo spam.

Riceverai al massimo due mail al mese.
Autorizzo al trattamento dei dati personali D.L. 196/03

Rispondi