Come trovare lavoro con la moda

Lo crediamo tutti troppo spesso: i desideri non sono la realtà. Così, finiamo per accontentarci di una vita che non ci appartiene troppo, di un lavoro che non ci soddisfa né ci rende felici. Ma davvero trasformare la propria passione in professione è così impossibile? La mia risposta è no. Non che non è impossibile, ecco perché anche in quest’occasione voglio raccontarti la storia di chi ce l’ha fatta, perché le esperienze e le abilità di chi riesce possano diventare per te stimolo.

come trovare lavoro con la moda Insomma, oggi ti racconto la storia di Isabella Ratti, Style Coach per ogni esigenza di immagine, come si definisce, che ama la moda come strumento per valorizzare la propria identità personale. E proprio in quest’ottica quest’anno Isabella ha anche lanciato la sua collezione Limited Edition, Democratize Fahion, per ragazze indipendenti, anticonformiste e coraggiose.

Ti racconto Isabella, una professionista che ha fatto della sua passione per la moda un lavoro quotidiano e che ti suggerirà quali opportunità puoi sfruttare se anche tu adori tailleur, borse e chanel.


#1. Ciao Isabella, raccontaci di te. 🙂 Chi sei? Cosa fai?

Sono Isabella Ratti, una Style Coach, laureata in Lettere e prima di approdare alla Consulenza d’Immagine attraverso un percorso di alto livello formativo (Master alla Marangoni, Specializzazione allo IED e Fashion Uptodate Academy a Milano) ho lavorato per Fashion Brands con ruoli di marketing, che mi hanno fortemente sensibilizzata sul tema dell’immagine come strumento di comunicazione in ambito lavorativo e personale.

Da bambina disegnavo abiti, oggi aiuto le persone e le aziende a disegnare la loro immagine, trasformando imperfezioni e difetti in punti di forza. Rendere la Moda Democratica è il mio mantra: punto alla valorizzazione della persona partendo da come è fatta, dai suoi bisogni e dai suoi sogni: la trasformazione comunque avviene, piccola o grande che sia.

La persona con me capisce il proprio potenziale immagine ed acquisisce gli strumenti per sfruttarlo al meglio e sentirsi bene sempre, con facilità, in ogni occasione.

Avvicino la moda al grande pubblico, valorizzo l’immagine delle persone, così come sono, aiutandole a esprimere la loro identità, con fierezza e senso critico e a rispettare il loro corpo, senza mortificarlo in nome di regole e canoni estetici imposti, ma esaltando i punti di forza e le risorse naturali.

#2. Come può la passione per la moda diventare un lavoro?

Dopo svariati anni dove ho lavorato all’interno di aziende di moda, ho capito cosa maggiormente mi interessava e mi sono data degli obiettivi cercando di realizzarli nel tempo. Ero affascinata dai nuovi linguaggi, alla tecnologia applicata ai tessuti sempre rimanendo fedele all’artigianalità del prodotto. Ma allo stesso tempo appartenevo alla vecchia guardia, all’amore per l’arte, per la storia del costume e la sua evoluzione in questa nuova società contemporanea. Ho cercato di creare un connubio tra vecchio e nuovo mondo. Mi sono rimessa in gioco, sono ritornata a studiare ad aggiornami in continuazione, soprattutto al giorno d’oggi, il nostro settore è in continua evoluzione a causa di dinamiche che si sono venute a creare come il fast fashion che prima non esistevano e anche grazie l’avvento dei Social che possono essere uno strumento utile per la comunicazione. La moda per me è un linguaggio non verbale, una sorta di linguaggio semiotico. L’immagine è importante perché racconta chi sei e cosa fai con l’obiettivo di far capire ai clienti cosa offri con i tuoi servizi. Conseguentemente devi saper essere attraente, perché ogni dettaglio assume un’importanza fondamentale.
Ad esempio la nostra immagine profilo parla, dice di noi molto più di quello che crediamo e che vorremmo. La foto profilo sui social può contare su più immagini memorizzate nel nostro cervello e ciascuna delle quali evoca reazioni emotive e modelli di pensiero particolari.

E’ dimostrato che nei primi 2 minuti in cui incontriamo una persona la nostra opinione è influenzata:
– 55% da ciò che vediamo,
– 38% dalla gestualità,
– 7% dalle parole,
il 93% dell’opinione che ci facciamo di una persona è dato da una percezione visiva.

Insegno semplici regole da applicare per ottenere risultati concreti.
Lavoro sullo stile e sull’espressione dell’unicità proponendo il Metodo IR Style Coach, messo a punto in anni di esperienza sul campo.
Guido professionisti e privati in percorsi efficaci che li portano a sentirsi in armonia con se stessi e in sintonia con l’ambiente. Da tempo agisco per comprendere e superare i miei limiti, in una costante via di miglioramento personale che trasferisco nella mia attività.

Nel metodo e nella pratica quotidiana metto la mia esperienza, i successi, le scoperte nuove che rendono la mia professione viva e interessante. Soprattutto metto tutta me stessa: la passione per la storia del costume; il desiderio di andare sempre oltre i cliché imposti, per scoprire nuove realtà e nuovi mondi, senza tradire la mia interiorità; la sincerità a ogni costo e la forza di presentarmi senza filtri, mettendo in luce anche la fragilità. Il fatto che molte persone abbiano la tendenza a giudicare gli altri dall’apparenza, senza conoscerli intimamente, mi ha reso consapevole del fatto che ogni dettaglio è importante. Ogni singolo gesto, ogni azione portano delle conseguenze e generano degli effetti.

La scelta di un abito, l’abbinamento di un accessorio, la cura di un’acconciatura sono la comunicazione immediata di emozioni e stati d’animo. Uno degli aspetti più avvincenti della mia professione consiste nel vedere come, spesso, il cambiamento esteriore sia il segnale di un moto interiore molto più rapido.

#3. Qual è la situazione attuale nel settore professionale della moda?

Il futuro sarà nella capacità di noi Italiani di adeguarci alla domanda del mercato, caratterizzato da tempi molto stretti, da una domanda sempre più specifica e la volontà di voler prodotti personalizzati è questa la nuova frontiera. Senza dimenticare che clienti finali sono diventati i veri protagonisti, perché sempre più esigenti e informati.

Il sistema moda italiano parte da una posizione di tutto rilievo, vanta un’offerta di grande qualità e gamma, focalizzata sul segmento del Bello e Ben Fatto, questo è il nostro plus aggiuntivo rispetto ad altri paesi, l’eccellenza manifatturiera deve essere difesa all’estero organizzando strategie compatibili con gli scenari di domanda dei singoli paesi. Lo sviluppo deve essere correlato alle capacità delle singole imprese di selezionare i singoli mercati di riferimento, investendo sul corretto rapporto qualità-prezzo, l’offerta di servizi e le nuove modalità distributive che integrino i canali fisici con l’online senza venir meno al Made in Italy. Obiettivamente per i piccoli artigiani non è facile in quando decentralizzare la produzione porta a costi inferiori rispetto che tenerla nel nostro paese, ci dovrebbero essere leggi che agevolino tale processo.

Per fare un esempio l’e-commerce è un settore in forte crescita in tutto il mondo e questo fenomeno sta interessando anche l’Italia. Infatti nel 2016 le vendite online sono aumentate del 18% .

#4. Quali opportunità professionali è possibile cogliere nel settore della moda?

Il primo consiglio che mi sento di dare è di cercare di realizzare i propri sogni adattandoli alle esigenze di mercato, tale processo porta a trovare il proprio tratto distintivo: la possibilità di distinguersi dai competitors. E’ inutile negarlo il settore moda rappresenta uno dei settori più rappresentativi del nostro Paese ed è un biglietto da visita universalmente riconosciuto e tenuto in grande considerazione.

Ritengo che le principali opportunità del settore moda siano la “digitalizzazione” delle aziende nelle strategie di comunicazione e distribuzione. Ho realizzato un piccolo elenco delle principali professioni del settore, suddiviso per arie di competenza.

  • Professioni trasversali: Brand manager, Marketing manager e CSR manager
  • Retail: Direttore commerciale, Retail manager, CRM manager, Area manager, Buyer, Store manager, Visual merchandiser, E-commerce manager e Digital marketing manager
  • Prodotto: Merchandising manager, Direttore creativo, Ricercatore di tendenze, Designer, Product manager e Direzione della produzione
  • Comunicazione: Art director, Direttore della comunicazione, Press manager, Social media manager/community manager, PR manager, Web designer e Stylist

Le professioni più richieste in questo momento sono quelle legate al retail manager e merchandising manager che abbiano dei profili sempre più internazionali, e-commerce e social media manager o community manager per la gestione delle strategie digitali.

#5. Com’è possibile trovare lavoro, concretamente, nel settore della moda?

Sarò controcorrente però non finirò mai di ripeterlo, fare stage all’interno di aziende. Può capitare di ottenere un ruolo poco retribuito all’inizio, soprattutto nel settore moda gli stipendi non sono alti, ma questa è un’altra tematica da approfondire in altra sede. Di considerarla un’opportunità e un investimento a lungo termine. Il mio primo lavoro in una grossa azienda di moda è stato uno stage non retribuito ma che mi ha insegnato molto e ha contribuito ad aumentare le mie conoscenze e fare curriculum, naturalmente non nego che sia stato un sacrificio ma non mi pento della scelta fatta. Il mio consiglio è di fare il più possibile esperienza concreta, perché il vero lavoro, le dinamiche che vi sono dietro si imparano sul campo. Vi sono portali appositi del settore moda dove vi sono svariate offerte di aziende italiane o estere ma soprattutto è da non sottovalutare il profilo LinkidIn, fare networking in maniera produttiva, partecipare a gruppi e seguire persone che possono arricchire il nostro background.

#6. Quali competenze sono necessarie per diventare un professionista nel settore della moda? E quali abilità?

Bisogna essere proiettati verso il futuro senza dimenticare o rinnegare il passato che ha dato la possibilità all’Italia di essere una delle eccellenze mondiali a livello di qualità del prodotto. A tutte le persone che mi pongono questa domanda, rispondo che bisogna avere un “mix compositum” di competenze. Naturalmente cercare il più possibile di viaggiare per conoscere nuove culture che sono una grande fonte di crescita personale. Saper mettersi in gioco, nel senso di far esperienza in diversi ruoli per avere una visione a 360 gradi, che è fondamentale per il settore moda. Essere multitaskin, saper risolvere le difficoltà in brevissimo tempo e non da ultimo sapere la lingua inglese molto bene e anche una seconda lingua può essere un punto a vostro vantaggio.

#7. Quale percorso formativo e professionale hai seguito per diventare una professionista affermata?

Sotto alcuni punti di vista sono stata fortuna perché la mia famiglia da generazioni ha lavorato nel settore tessile, quindi sin da piccola accompagnavo mio padre in viaggi di lavoro e a fiere del settore, giocavo con scampoli di seta che trovavo in magazzino e mi divertivo a disegnare e a realizzare vestitini per le bambole. Poi crescendo ho voluto realizzare una mia strada, avevo bisogno di una mia identità personale infatti ho studiato Lettere e non Economia o Giurisprudenza come avrebbero voluto. Successivamente ho frequentato le migliori scuole di moda (all’epoca non c’era una scelta ampia e variegata con diplomi riconosciti, come invece è possibile trovare al giorno d’oggi) a cui si può accedere anche tramite borse di studio. Ho fatto esperienze all’estero, sacrificando alcune volte anche la mia vita personale ma la passione e l’entusiasmo mi hanno dato la forza di resistere a determinate situazioni stile “Il diavolo veste prada”. Ma la formazione è in continuo divenire non smetto mai di fare corsi di aggiornamento o formazione perché il bello della vita è che non si finisce mai di imparare e crescere a livello professionale e umano e si impara molto dalle persone che ci circondano anche dai clienti, danno stimoli, input di continua evoluzione.

#8. Quali servizi professionali offri? In cosa consistono?

Il mio slogan “Il GLAMOUR E’ALLA PORTATA DI TUTTI”​

Il mio obiettivo è di offrire una consulenza mirata sia a clienti privati che alle aziende in base alle loro richieste ed esigenze. Lo scopo è realizzare un servizio basato sulla personalizzazione e sull’unicità della richiesta.

Il mio ruolo è quello di elaborare soluzioni creative volte a migliorare la gestione pratica di un brand. Ho il compito di definire lo stile delle collezioni, identificare la fascia di prezzo, il target e il mercato di riferimento. Controllo inoltre lo sviluppo della produzione e pianifico la promozione e i canali di vendita (off-line e on-line) in collaborazione con l’ufficio stile e con i vari reparti di produzione e marketing della moda e del lusso.

La consapevolezza di un bell’aspetto rafforza l’autostima, migliorando il rapporto con se stessi e con gli altri sia nella sfera personale che in quella professionale.
Il mio scopo formativo è offrire a clienti privati e aziende le conoscenze e competenze per elaborare soluzioni creative nella costruzione e gestione di un brand fashion; aiutarli a individuare l’essenza e l’unicità in se stessi e nei loro clienti; contribuire a iniziarli a un percorso di definizione del proprio stile, grazie alle importanti risorse formative che costantemente metto in campo per il mio rinnovamento personale e che trasmetto nei workshop.

#9. Hai da poco lanciato la tua nuova collezione Limited Edition Democratize Fahion. Perché hai deciso di farlo? E com’è nata l’idea?

La moda può aiutarci a conquistare una maggiore sicurezza ma non ha il potere di trasformarci in una persona migliore o più determinata. Quel potere lo abbiamo solo NOI!

A volte però confondiamo il mezzo con il fine: Perché vogliamo essere alla moda e in che cosa ci trasforma il rispetto di canoni decisi da altri?

La moda deve essere al servizio delle PERSONE, deve aiutarle ad esprimere LORO STESSE e a comunicare al mondo chi sono, cosa provano e cosa sognano. Ecco come è nato il mio mantra “Democratize fashion”: rendiamo democratica la moda, sentiamoci libere di indossare quello che vogliamo senza preconcetti e imposizioni.

Da questo concetto forte e rivoluzionario nasce l’idea delle T-shirt Democratize Fashion per ragazze ANTICONFORMISTE, APPASSIONATE E INDIPENDENTI. Un modo per unirci tutte insieme e reclamare il nostro diritto a scegliere chi essere e cosa indossare.

Recuperiamo il potere di decidere!

Una bacchetta magica per liberarci dalle imposizioni della moda: torniamo ad essere noi stesse, a scegliere chi essere. Un solo tocco per cambiare gli STEREOTIPI della moda!

La moda può aiutarci a conquistare una maggiore sicurezza ma non ha il potere di trasformarci in una persona migliore o più determinata. Quel potere lo abbiamo solo NOI!

A volte però confondiamo il mezzo con il fine: Perché vogliamo essere alla moda e in che cosa ci trasforma il rispetto di canoni decisi da altri?

La moda deve essere al servizio delle PERSONE, deve aiutarle ad esprimere LORO STESSE e a comunicare al mondo chi sono, cosa provano e cosa sognano. Ecco come è nato il mio mantra “Democratize fashion”: rendiamo democratica la moda, sentiamoci libere di indossare quello che vogliamo senza preconcetti e imposizioni.

Da questo concetto forte e rivoluzionario nasce l’idea delle T-shirt Democratize Fashion per ragazze ANTICONFORMISTE, APPASSIONATE E INDIPENDENTI. Un modo per unirci tutte insieme e reclamare il nostro diritto a scegliere chi essere e cosa indossare.

Solo 25 T-shirt per la prima collezione Democratize Fashion! Una tiratura limitata per il primo gruppo di donne riunite per comunicare al mondo la voglia di essere libere di scegliere chi essere e come vestirsi!

Frasi e grafiche originali, tessuti di alta qualità, ricami a mano e un’ispirazione da condividere.

consulente moda

#10. Sei presente sul Web con un’identità forte e distintiva. Qual è il tuo rapporto con la Rete? Come gestisci la tua presenza online?

Mi hanno sempre affascinato i nuovi strumenti di comunicazione e il web offre questa possibilità anche se devono essere utilizzati con intelligenza e con una strategia ben definita che tengo a sottolineare non si improvvisa. Infatti ci sono esperti che si occupano di questo. Sono molto contenta di amicizie nate online si siano trasformate in offline, è questo il bello della rete. Da molte possibilità di visibilità, di tenersi sempre aggiornati anche se si è in città diverse. Cerco di essere il più possibile presente anche se ho imparato con il tempo che è più importante la qualità dei contenuti rispetto alla quantità.

#11. Quanto credi sia importante oggi il Web per chi vuole lavorare nel settore della moda?

Sono convinta che debba esserci un matrimonio tra Web e Moda sono direttamente proporzionali l’uno con l’altro.

 

Leggi anche: Come diventare Consulente d’Immagine.

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