Lavorare come traduttore professionale in Italia

Il traduttore professionale è la persona che si occupa di interpretare il significato di un testo e, successivamente, di produrre un nuovo testo equivalente in una lingua diversa da quella di origine. Il suo ambito di applicazione riguarda, esclusivamente, la comunicazione scritta con l’impegno di preservare non solo il significato, ma anche lo stile del testo mediante l’utilizzo di strutture lessicali idonee. L’opera del traduttore professionale inizia da un testo di partenza od originale e termina con un testo di arrivo o traduzione. Tra l’originale e la traduzione si delinea una dimensione che non è solo spaziale ma anche e, soprattutto, culturale e temporale in cui il traduttore professionale deve muoversi con sicurezza e padronanza, mediando per il giusto equilibrio.

Il settore delle traduzioni rappresenta un mestiere che non è affatto passato di moda. Infatti, nonostante i nostri tempi ci offrano strumenti sempre più avanzati per comunicare, le difficoltà nel confronto internazionale restano e, infatti, la produzione di testi in lingue diverse aumenta. Tutto questo materiale per poter essere utilizzato nel nostro Paese necessita del lavoro di traduzione. Inoltre, anche se si studia sempre più spesso l’inglese, come seconda lingua adatta ai processi di comprensione e decodifica in tutto il mondo, non è raro, soprattutto ai vertici di grandi aziende, di non riuscire a comunicare in una lingua comune.

Quindi, per poter lavorare come traduttore professionale in Italia e a un certo livello, sarà necessario in primo luogo distinguersi dalla concorrenza. Tanti, infatti, sono i soggetti che si offrono come traduttori senza avere qualifiche specifiche e chiedendo un compenso al di sotto della media, che deve arrotondare le entrate derivanti da attività diverse. Per superare le difficoltà conseguenti ad un mercato neanche precisamente regolamentato, è fondamentale aver compiuto studi validi, preferibilmente corsi universitari specialistici. La specializzazione consente di puntare, non solo, verso retribuzioni più alte ma anche verso la possibilità concreta di inserirsi professionalmente ad un livello elevato e, quindi, di poter vivere del proprio lavoro.

Visitando le offerte di lavoro sulle pagine di tanti portali dedicati all’incontro tra candidati e aziende, ci si può, immediatamente, rendere conto che la figura del traduttore professionale è estremamente ricercata da nord a sud. Una prima possibilità sta nel proporsi direttamente alle aziende che necessitano di servizi costanti di traduzione dal francese, inglese e tedesco ma anche dal giapponese, cinese, coreano e russo, e così via. Sono molto ricercati anche i traduttori madrelingua. A seconda dei requisiti posseduti, le aziende offrono dal semplice stage, all’assunzione a tempo indeterminato.

Un’altra possibilità consiste nel lavorare regolarmente per agenzie di traduzioni professionali. Qui la scelta è personale e sta nella differenza tra lavoro dipendente e collaborazione. Le agenzie di traduzioni professionali hanno il pregio di avere un’ampia platea di clienti stabili e di offrire l’inserimento in un team, assicurando una certa regolarità nell’affidamento dei lavori. Le caratteristiche del servizio offerto e i contatti diretti con i clienti vengono gestiti dall’agenzia, insieme a tutti gli aspetti amministrativi, mentre il traduttore professionale è libero di organizzarsi il lavoro in autonomia, garantendo un risultato concordato. La collaborazione permette di lavorare con più libertà ed è adatta ai soggetti che non apprezzano vincoli gerarchici.

Nonostante l’attività di traduttore sia importante e svolta diffusamente con regolarità, in Italia non esiste ancora un albo professionale in cui poter richiedere l’iscrizione, come avviene invece per altre professioni come, ad esempio, avvocato, dottore commercialista e giornalista. Esiste, invece, presso ciascun Tribunale, l’albo dei consulenti tecnici d’ufficio e dei periti, esperti in ambito civile e penale. Le regole per richiedere l’iscrizione variano da Tribunale a Tribunale, ma per i traduttori e interpreti, di solito, è sempre richiesta l’iscrizione al relativo ruolo presso la Camera di Commercio della sede di competenza. Lavorare come consulenti per il Tribunale è un’attività che si consiglia in accompagnamento alla principale, perché non è molto remunerativa ma consente di maturare esperienze certificate.

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