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La testimonianza: non sempre gli stage sono una truffa

Stage. Panacea del mondo del lavoro per neo laureati e aziende?
Dipende, come in tutte le cose, da caso a caso.
Esistono realtà in cui le aziende fanno dello stage una sorta di strumento di” turn over lavorativo a basso costo”: ovvero, per sei mesi o un anno faccio lavorare lo stagista, non lo assumo e ho sempre gente nuova e fresca.
Che allo stage debba cobnseguire una assunzione non è scritto da nessuna parte, che lo stage sia formazione-lavoro e sia temporaneo lo si sa bene.
L’importante è esserne coscienti quando si entra in azienda per uno stage, e ancor più importante è che suia retribuito, perchè uno stage è comunque e sempre lavoro.
Il blog “La repubblica degli stagisti” pubblica periodicamnete la lista dei “Buoni”, aziende che pagano gli stage. Riportiamo dalle sue pagine la lista dei “doc”, cioè di quelle aziende che periodicamente segnaliano i propri stage pagati.
Una di queste aziende è sicuramnete la Bosch.
Sono a conoscenza, per esempio, della positiva esperienza di una ragazza italo americana, laureata in lingue straniere, residente in Puglia, che sta lavorando (retribuita!) presso la sede di Bari.
Il suo commento è positivo. Fa lavoro di segreteria, sfruttando la conoscenza della lingua inglese, rapportandosi continuamente con ingegneri e professionisti stranieri.
Il lavoro è tantissimo, si alza alle 6 per prendere treno e pullman ogni mattina, per poi tornare alle 18, 30 a casa, ricca però di un’esperienza di vita e un compenso monetario che valgono lo sforzo.

LA LISTA:

1) PricewaterhouseCoopers, da 800 a 1000 euro lordi + buoni pasto per studenti e neolaureati, da 1000 a 1200 euro lordi se lo stagista proviene da un master di secondo livello. 220 stage all’anno su 3mila dipendenti, 70-80% assunti al termine dello stage
2) Zucchetti, 700 euro lordi per i non laureati, 800 euro lordi per i laureati. 80 stage all’anno su 1700 dipendenti, 98% assunti al termine dello stage
3) Feedback Italia, 500 euro netti per i non laureati, da 800 a 1000 euro netti per i laureati. Da 2 a 4 stage l’anno su 30 dipendenti, 80% assunti al termine dello stage
4) KPMG Advisory, 1000 euro lordi per i laureati + telefonino aziendale (abilitato per le chiamate fra dipendenti), 300 euro lordi per gli studenti. 70 stage all’anno su 800 dipendenti, 90% assunti al termine dello stage
5) Capgemini, 750 euro netti + pc portatile. 150 stage all’anno su 1400 dipendenti, 95% assunti al termine dello stage
6) Magneti Marelli, per laureati da 800 a 1000 euro netti + mensa aziendale gratuita; in caso di proroga o di laureati con diploma di master 1200 euro netti + mensa aziendale gratuita; per universitari 500 euro netti + mensa aziendale gratuita. 110 stage all’anno su oltre 8mila dipendenti (2500 con mansioni impiegatizie), 60% assunti al termine dello stage
7) Cardif, 650 euro netti + buoni pasto e palestra convenzionata. 7 stage all’anno (3% di stagisti rispetto ai dipendenti assunti a tempo indeterminato), 90% assunti al termine dello stage.
8) Phard, 500 euro netti + alloggio per i fuori sede, 20-30 stage ogni anno su 400 dipendenti, 80% assunti al termine dello stage
9) Kellogg’s Italia, 850 euro lordi + ticket restaurant, in caso di proroga 950 euro lordi + ticket restaurant. 3-4 stage all’anno su 130 dipendenti, 80% assunti al termine dello stage
10) Dompé, da 700 a 800 euro lordi + mensa aziendale. 4-5 stage all’anno su oltre 500 dipendenti, 90% assunti al termine dello stage
11) Elation, per gli studenti 700 euro netti + fino a 500 euro in più in caso di risultati qualitativi condivisi, per i laureati da 700 a 1000 euro netti, per chi ha diploma di master da 1000 a 1200 euro netti. 10 stage all’anno su 38 dipendenti, 70% assunti al termine dello stage
12) Bambinopoli, da 750 a 1000 euro lordi + rimborso spese di trasporto per gli stagisti non residenti a Milano. 1-2 stage all’anno su 5 dipendenti (nel 2008 non hanno avuto stagisti), 80% assunti al termine dello stage
13) Everis Italia, 750 euro lordi + 300 euro netti come contributo per chi è residente in una città distante oltre 150 Km dalla sede + buoni pasto. 20-30 stage all’anno su 160 dipendenti, 90% assunti al termine dello stage
14) Oracle, 750 euro lordi. 40 stage all’anno su mille dipendenti, 80-90% assunti al termine dello stage
15) Arthur D. Little, 500 euro netti per i laureati, 1000 euro netti per i master + ticket restaurant. 95% assunti al termine dello stage
16) Fox Italia, 650 euro lordi + ticket restaurant, 8-10 stage all’anno su 220 dipendenti, 80% assunti al termine dello stage
17) Shell, 950 euro netti ai laureati, 750 euro netti ai diplomati + mensa aziendale o ticket restaurant. 30 stage all’anno su 600 dipendenti, 30% assunti al termine dello stage
18) Mazda, 650 euro lordi per gli stagisti residenti a Roma, 750 euro lordi per gli stagisti residenti fuori Roma + mensa aziendale. 6 stage all’anno su 60 dipendenti, 10% assunti al termine dello stage + 60% continua a collaborare con contratti a progetto o interinali
19) Mars, 516 euro netti + ticket restaurant. 10-15 stage all’anno su 200 dipendenti, 70-80% assunti al termine dello stage
20) Philips, 620 euro netti per i diplomati, 760 euro netti per i laureati. 60 stage all’anno su 1100 dipendenti, 50% assunti al termine dello stage
21) Reckitt Benckiser, 1000 euro netti + ticket restaurant. 20 stage all’anno su 700 dipendenti, 45% assunti al termine dello stage
22) Barilla, 900 euro lordi + monolocale gratuito + ristorante aziendale gratuito e altri benefit erogati ai dipendenti (solo stagisti laureandi o laureati). 50% assunti al termine dello stage
23) Crif, 600 euro netti, 800 euro netti in caso di proroga. 34 stage nel corso dell’anno (5% di stagisti rispetto ai dipendenti assunti a tempo indeterminato), 68% assunti al termine dello stage
24) Zero9, 500 euro netti + ticket restaurant (stage anche presso le sedi di San Paolo in Brasile e di New York). 6 stage all’anno su 100 dipendenti, 70% assunti al termine dello stage
25) Eni, 700 euro lordi per laureati + mensa aziendale o ticket restaurant. 80% assunti al termine dello stage (esclusi gli stage curriculari)
26) L’Oreal Italia, a Milano: 670 euro lordi + mensa e parcheggio aziendale oppure 550 euro lordi + casa + mensa e parcheggio aziendale; a Torino 600 euro lordi + ticket restaurant oppure 400 euro lordi + casa + ticket restaurant. 150 stage all’anno su 1500 dipendenti, 30% assunti al termine dello stage
27) Lg Electronics, 650 euro netti + ticket restaurant, 750 euro netti + ticket restaurant in caso di proroga. 7-10 stage all’anno su 250 dipendenti, 44% assunti al termine dello stage
28) Pirelli, 620 euro netti + mensa aziendale, 730 euro netti + mensa aziendale per chi abita a oltre 60 km dal posto di lavoro. 4,5% di stagisti rispetto ai dipendenti assunti a tempo indeterminato, 40% assunti al termine dello stage
29) Citroen Italia, 750 euro netti + mensa aziendale gratuita + sconto acquisto vettura + corsi di informatica e lingua. 35 stage all’anno su 483 dipendenti, 36% assunti al termine dello stage
30) Ferrero, 1000 euro netti + mensa aziendale per chi risiede a oltre 50 km dalla sede, 750 euro netti + mensa aziendale gli altri. Stage solo a laureati. 50% assunti al termine dello stage
31) Pfizer Italia, 700 euro netti + mensa gratuita + gli altri benefit erogati ai dipendenti. 15 stage all’anno su 330 dipendenti, 30% assunti con contratto t.d. al termine dello stage
32) 3M Italia, 700 euro netti + mensa gratuita per laureati, 1200 netti + mensa gratuita per laureati con diploma di master Mba. 30 stage all’anno su 800 dipendenti, 27% assunti al termine dello stage
33) Prometeo mediazione creditizia, 700 euro netti. 30 stage all’anno su 350 dipendenti, 45% assunti al termine dello stage
34) Iveco, 400 euro lordi + buoni pasto per i laureati triennalisti e laureandi quinquiennali residenti nella provincia, 660 euro lordi + buoni pasto se non residenti; 800 euro lordi + buoni pasto per i laureati quinquiennali o master di primo livello residenti nella provincia, 1060 euro + buoni pasto se non residenti. 100 stage all’anno su oltre 13mila dipendenti (3500 con mansioni impiegatizie), 30% assunti al termine dello stage
35) Nestlé Italia, 710 euro netti + ristorante aziendale gratuito e accesso al centro sportivo convenzionato. 38% assunti al termine dello stage
36) Citigroup, 620 euro lordi dal 1° al 3° mese, 850 euro lordi dal 4° al 6° mese, 1060 euro mensili oltre il 6° mese + mensa aziendale o ticket restaurant. 50 stage all’anno (9-10% di stagisti rispetto ai dipendenti assunti a tempo indeterminato), 25% assunti al termine dello stage
37) Banca d’Italia, 1000 euro lordi + rimborso forfettario di 800 euro lordi per l’alloggio

38) Vodafone Omnitel: 770 euro netti. 70 stage all’anno su 8mila dipendenti, 33% assunti al termine dello stage
39) Bosch, 550 euro lordi + mensa per laureandi, 700 euro lordi + mensa per laureati + appartamenti nelle foresterie aziendali per chi proviene da città lontane. 6% di stagisti ogni anno rispetto ai dipendenti assunti a tempo indeterminato
40) Autogrill, 600 euro netti + ristorante e parcheggio aziendale. 50 stage all’anno su 400 dipendenti, 30% assunti al termine dello stage
41) Berco (headquarter), da 400 euro netti (per stage part-time) a 800 euro netti + buoni pasto (gli studenti in stage non vengono retribuiti). 20 stage all’anno su 2400 dipendenti, 30% assunti al termine dello stage
42) SKF, 850 euro lordi + mensa e trasporti aziendali per i laureati, 650 euro lordi + mensa e trasporti aziendali per i non laureati. 40 stage all’anno su quasi 3mila dipendenti
43) Tua Assicurazioni, da 600 a 750 euro netti. 6 stage all’anno su 31 dipendenti, 45% assunti al termine dello stage
44) JPMorgan, 800 euro lordi per gli studenti universitari, 1200 euro lordi per i laureati
45) Alcatel-Lucent, 1000 euro lordi per i laureati quinquennali e 750 euro lordi per quelli triennali + mensa aziendale gratuita + trasporti aziendali. 30-40 stage all’anno su 2500 dipendenti
46) Banque PSA Finance succursale d’Italia, 500 euro netti per studenti di scuola superiore, 650 euro netti per diplomati, da 750 a 850 euro netti per laureandi/laureati. Per tutti anche buoni pasto.
47) Ibm Italia, 500 euro lordi + mensa aziendale per i primi tre mesi, 700 euro lordi + mensa aziendale per i successivi tre mesi. 100 stage all’anno su 7mila dipendenti, 10% assunti al termine dello stage
48) GlaxoSmithKline settore Pharma, 620 euro lordi + mensa aziendale (gli stage trimestrali non vengono retribuiti). 28 stage all’anno su oltre 1400 dipendenti, 5-10% assunti al termine dello stage
49) HP – Hewlett Packard, 516 euro netti + mensa per i residenti in Lombardia, 640 euro netti + mensa per i residenti fuori Lombardia. 25 stage all’anno su 2600 dipendenti
50) Accenture, 650 euro netti + ticket restaurant per i residenti/domiciliati nel luogo dell’azienda, 1100 euro netti + ticket restaurant se lo stagista deve trasferirsi da un’altra regione apposta per lo stage
51) Groupama Assicurazioni, 600 euro netti + mensa aziendale
52) Renault Italia, 500 euro lordi + mensa aziendale gratuita (tutti gli stagisti hanno laurea specialistica), 7% di stagisti ogni anno rispetto al totale dei dipendenti
53) 3 Italia, 775 euro lordi + ticket restaurant
54) Peugeot Italia, 750 euro lordi + mensa gratuita
55) British Telecom Italia, 600 euro lordi + ticket restaurant per i residenti, 700 euro lordi + ticket restaurant per i non residenti.
56) Mondadori (anche periodici), 500 euro lordi + mensa aziendale o ticket restaurant per i primi tre mesi, 600 euro lordi + mensa aziendale o ticket restaurant per i successivi tre mesi
57) Walt Disney, 600 euro lordi + buoni pasto
58) Prada, 500 euro netti al mese
59) Gruner + Jahr Mondadori, 500 euro lordi

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Scritto da marianna e inserito nella categoria: Varie

  • Sabrina

    che vergogna…..ancora mi si vuol far credere che il lavoro subordinato dissimulato da un tirocinio possa chiamarsi …formazine!!ancora vergogna!!!

  • http://www.showfarm.com/web/vitadastragista/home Luce

    Lo stage va sempre retribuito. A mio parere non c’è formazione senza rimborso spese. Quello si chiama sfruttamento.

  • Leonida

    Per il 16 Aprile 2009 attesa la sentenza che riguarda la Banca Cooperativa Cattolica di Montefiascone per aver dissumilato il lavoro di cassa (sportellista) con l’utilizzo di stage.

  • Leonida

    In ricorso presentato al tribunale del lavoro di Viterbo da parte del tirocinante impiegato allo sportello presso la filiale della Banca Cooperativa Cattolica di Montefiascone è stato respinto in primo grado.Trattandosi chiaramente di una gravissima ingiustizia, sicuro sarà il ricorso in appello per veder tutelato un diritto.
    Resto incredulo difronte a tanta indifferenza ed ad un palese insabbiamento di una situazione di strapotere così mal celata!
    Non posso che Augurarmi che la Corte d’Appello di Roma ribalti il giudizio in primo grado!
    Alla luce di questi fatti c’è ancora chi ritiene uno stage un momento di crescita professionale e non uno sfruttamento palese e per niente tutelato?

  • Cristiano

    Si tratta di formazione, e noi di solito PAGHIAMO per imparare.
    Anche studiare è un lavoro, ma mica pretendi d’esser pagato!
    E poi se lo stage ti permetta di entrare in una realtà che potrà darti tanto, vale la pena di farsi (altri) tre mesi non pagati!

  • leonida

    X CRISTIANO
    …è proprio vero che si nasce leoni o pecore…
    6 mesi alla cassa in una banca, con il rispetto degli orari, con l’osservanza degli ordini del tuo responsabile, con il rischio di eventuali mancanze di cassa, con il rischio di essere rapinati, emettere titoli di credito con la tua firma,…questo non è uno stage…ma un lavoro non pagato….caro CRISTIANO no fare lo schiavo

  • leonida

    Stagisti sfruttati, i casi finiti in tribunale
    In Approfondimenti Di Eleonora Voltolina – 18 dicembre 2009
    La prima volta che uno stage è finito in Tribunale è stato probabilmente nel 2001. Un’ispettrice della Direzione provinciale del lavoro di Trieste, arrivata in un supermercato per fare verifiche di tutt’altro genere, si accorse che veniva fatto un uso disinvolto di decine di giovanissimi stagisti. Approfondendo, vennero fuori almeno 42 casi in cui lo stage era stato utilizzato per mascherare ordinario lavoro dipendente. I ragazzi erano infatti utilizzati alla salumeria, alla cassa, o con il compito di disporre la merce sugli scaffali. Il verbale di ispezione fu lapidario: gli stagisti svolgono funzioni di dipendenti, e quindi l’azienda li assuma come dipendenti e paghi tutti i contributi arretrati all’Inail e all’Inps.
    Ma i proprietari del supermercato non accettarono e, forti di un’assoluzione in un parallelo procedimento in sede penale (dove però, attenzione, l’accusa era di truffa ai danni dell’Inail e dell’Inps – non quello di uso improprio di stagisti, anche perché questo reato non esiste), fecero opposizione al verbale.
    La palla passò nel 2004 al Tribunale del lavoro, che nell’agosto del 2007 ha emesso una prima sentenza in cui si legge chiaramente, tra l’altro, che per uno stage del genere una durata di sei mesi, «a fronte della tipologia poco qualificante delle mansioni, appare incongrua». «Di fatto i rapporti realizzati erano rapporti di lavoro subordinato», rileva il giudice Annalisa Multari, e specifica che lo strumento dello stage veniva utilizzato «al solo fine di poter far lavorare personale con bassa specializzazione a costo inferiore al dovuto, senza vincoli di mantenimento in servizio qualora la prestazione lavorativa non avesse soddisfatto determinati canoni, né tanto meno di assunzione successiva». I proprietari del supermercato hanno fatto appello: per la prossima udienza, però, bisognerà attendere l’ottobre del 2010.
    Un caso simile è accaduto a Lecco, all’inizio del 2007: anche qui si è mossa la Direzione provinciale del lavoro, su segnalazione di un ragazzo, e ha riscontrato un uso improprio di sette stagisti, addetti principalmente alla disposizione dei generi alimentari sugli scaffali. Anche qui il supermercato, appartenente a una nota catena, si è opposto al verbale (che diffidava a legalizzare il rapporto con gli stagisti quale rapporto di lavoro subordinato a tutti gli effetti), e quindi ora la vicenda si trasferirà in Tribunale.
    Altri stage-truffa sono stati smascherati negli ultimi anni dalla Direzione provinciale del lavoro di Milano, anche a livelli di scolarità più alti. Un asilo nido per esempio aveva reclutato una 22enne diplomata al conservatorio come educatrice musicale dei bambini, salvo poi affidarle mansioni di tutt’altro genere (lavare le mani ai bambini, sistemare brandine, coperte e cuscini, pulire i tavoli) e in pratica usarla come puericultrice. Ma la ragazza non è stata al gioco, e si è rivolta alla DPL che ha fatto scattare l’ispezione scoperchiando un vaso di pandora: non solo l’asilo si reggeva sulle spalle di dipendenti tutti rigorosamente cocopro, ma nel caso dello stage non esisteva nemmeno un ente promotore e non era stata aperta una posizione Inail. Il massimo: uno stage in nero! La vicenda ha un parziale lieto fine: la proprietaria dell’asilo, convocata dagli ispettori presso gli uffici della DPL, ha acconsentito a regolarizzare i suoi dipendenti e a pagare le sanzioni amministrative per gli illeciti commessi. E così il caso si è chiuso prima ancora di finire in Tribunale.
    Altri due invece arriveranno in giudizio, perché i datori di lavoro hanno impugnato le ordinanze con cui l’ufficio aveva confermato le ipotesi di violazione prospettate dal personale ispettivo.
    Per uno gli stage risalgono al 2004 e la richiesta di intervento al 2006: due donne, all’epoca entrambe trentenni e neolaureate, hanno raccontato di aver trovato sulla bacheca della loro università l’annuncio per uno stage presso un’agenzia di grafica pubblicitaria convenzionata con l’ufficio tirocini. Lo stage però si è rivelato una truffa: le stagiste venivano utilizzate come dipendenti, e del tutor non c’era neanche l’ombra. Gli accertamenti, condotti dagli ispettori della di Milano insieme ai funzionari dell’Inpgi, si sono conclusi nel 2007. Le segnalazioni delle ragazze si sono dimostrate fondate: gli ispettori hanno accertato che durante il periodo dello stage il tutor era del tutto assente e che il socio amministratore della società esercitava di fatto un potere direttivo, organizzativo e gerarchico, organizzava il lavoro ed attribuiva i compiti, si riservava il diritto di concedere o meno eventuali permessi che le stagiste dovevano richiedere addirittura con una settimana di anticipo, e di muovere rimproveri in caso di assenze o ritardi. La causa è in corso: in questo momento si è alla fase istruttoria.
    Così come è in corso la causa che ha come protagonista una società di ricerca, progettazione e sviluppo di sistemi di comunicazione e formazione per l’impresa, che non solo ospitava più stagisti di quanto la legge consenta (due stagisti e nemmeno un dipendente a tempo indeterminato), e li faceva lavorare come normali dipendenti, ma in più non aveva nemmeno formalizzato gli stage dal punto di vista burocratico: anche qui i due ragazzi in questione erano quindi stagisti in nero. La cosa interessante da rilevare, in questo caso, è che la società si è difesa affermando che la normativa, nell’indicare il limite massimo di tirocinanti ospitabili, non prevede alcun tipo di sanzione in caso di mancato rispetto di questi termini, né tantomeno l’automatica trasformazione del rapporto in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Cioè qualcosa del tipo «anche se ho infranto tutti i punti della normativa sui tirocini, voi tantonon potete farmi niente perché non sono previste sanzioni precise». Fortunatamente le cose non stanno esattamente così, e alcune DPL lavorano per dimostrarlo.

    Eleonora Voltolina

  • mario

    Entro il prossimo 17 maggio 2011 verrà notificato il ricorso il appello presso la Corte d’Appello di Roma alla Banca Cattolica Spa con sede a Montefiascone (VT) (Gruppo Credito Valtellinese) con l’intento di veder riconosciuto il rapporto di lavoro con carattere subordinato di uno dei falsi stagisti impiegati nell’estate 2003 al lavoro di cassa e sportellista presso le filiali della suddetta Banca con l’intento di supplire alle ferie estive degli altri dipendenti.

  • giovanni

    Caro mario devo aver letto qualcosa riguardo a questo stage dove i ragazzi venivano inpiegati presso le filiali della Banca Cattolica Spa su un inserto Economy di Panorama qualche tempo fa. ti invio il link: http://www.almalaurea.it/info/almanews/salastampa/rassegna/2009/090429_ecoy.pdf

  • Paolo

    Ho mandato il curriculum a quasi tutte le aziende citate, mando i curriculum dal 2005. Ho una laurea in informatica e non mi chiamano nemmeno per fare il colloquio altro che stage.
    Serve la raccomandazione perfino per fare un colloquio