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	<title>Commenti a: La testimonianza: non sempre gli stage sono una truffa</title>
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	<description>Informazioni e Riflessioni sul mondo del lavoro e delle risorse umane</description>
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		<title>Di: Paolo</title>
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		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 12:27:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ho mandato il curriculum a quasi tutte le aziende citate, mando i curriculum dal 2005. Ho una laurea in informatica e non mi chiamano nemmeno per fare il colloquio altro che stage.
Serve la raccomandazione perfino per fare un colloquio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho mandato il curriculum a quasi tutte le aziende citate, mando i curriculum dal 2005. Ho una laurea in informatica e non mi chiamano nemmeno per fare il colloquio altro che stage.<br />
Serve la raccomandazione perfino per fare un colloquio</p>
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		<title>Di: giovanni</title>
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		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 15:01:07 +0000</pubDate>
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		<description>Caro mario devo aver letto qualcosa riguardo a questo stage dove i ragazzi venivano inpiegati presso le filiali della Banca Cattolica Spa su un inserto Economy di Panorama qualche tempo fa. ti invio il link: http://www.almalaurea.it/info/almanews/salastampa/rassegna/2009/090429_ecoy.pdf</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro mario devo aver letto qualcosa riguardo a questo stage dove i ragazzi venivano inpiegati presso le filiali della Banca Cattolica Spa su un inserto Economy di Panorama qualche tempo fa. ti invio il link: <a href="http://www.almalaurea.it/info/almanews/salastampa/rassegna/2009/090429_ecoy.pdf" rel="nofollow">http://www.almalaurea.it/info/almanews/salastampa/rassegna/2009/090429_ecoy.pdf</a></p>
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		<title>Di: mario</title>
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		<dc:creator>mario</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 13:55:15 +0000</pubDate>
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		<description>Entro il prossimo 17 maggio 2011 verrà notificato il ricorso il appello presso la Corte d&#039;Appello di Roma alla Banca Cattolica Spa con sede a Montefiascone (VT) (Gruppo Credito Valtellinese) con l&#039;intento di veder riconosciuto il rapporto di lavoro con carattere subordinato di uno dei falsi stagisti impiegati nell&#039;estate 2003 al lavoro di cassa e sportellista presso le filiali della suddetta Banca con l&#039;intento di supplire alle ferie estive degli altri dipendenti.
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Entro il prossimo 17 maggio 2011 verrà notificato il ricorso il appello presso la Corte d&#8217;Appello di Roma alla Banca Cattolica Spa con sede a Montefiascone (VT) (Gruppo Credito Valtellinese) con l&#8217;intento di veder riconosciuto il rapporto di lavoro con carattere subordinato di uno dei falsi stagisti impiegati nell&#8217;estate 2003 al lavoro di cassa e sportellista presso le filiali della suddetta Banca con l&#8217;intento di supplire alle ferie estive degli altri dipendenti.</p>
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		<title>Di: leonida</title>
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		<dc:creator>leonida</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 May 2010 12:28:53 +0000</pubDate>
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		<description>Stagisti sfruttati, i casi finiti in tribunale
In Approfondimenti Di Eleonora Voltolina - 18 dicembre 2009 
La prima volta che uno stage è finito in Tribunale è stato probabilmente nel 2001. Un’ispettrice della Direzione provinciale del lavoro di Trieste, arrivata in un supermercato per fare verifiche di tutt’altro genere, si accorse che veniva fatto un uso disinvolto di decine di giovanissimi stagisti. Approfondendo, vennero fuori almeno 42 casi in cui lo stage era stato utilizzato per mascherare ordinario lavoro dipendente. I ragazzi erano infatti utilizzati alla salumeria, alla cassa, o con il compito di disporre la merce sugli scaffali. Il verbale di ispezione fu lapidario: gli stagisti svolgono funzioni di dipendenti, e quindi l’azienda li assuma come dipendenti e paghi tutti i contributi arretrati all’Inail e all’Inps.
Ma i proprietari del supermercato non accettarono e, forti di un’assoluzione in un parallelo procedimento in sede penale (dove però, attenzione, l’accusa era di truffa ai danni dell’Inail e dell’Inps – non quello di uso improprio di stagisti, anche perché questo reato non esiste), fecero opposizione al verbale. 
La palla passò nel 2004 al Tribunale del lavoro, che nell’agosto del 2007 ha emesso una prima sentenza in cui si legge chiaramente, tra l’altro, che per uno stage del genere una durata di sei mesi, «a fronte della tipologia poco qualificante delle mansioni, appare incongrua». «Di fatto i rapporti realizzati erano rapporti di lavoro subordinato», rileva il giudice Annalisa Multari, e specifica che lo strumento dello stage veniva utilizzato «al solo fine di poter far lavorare personale con bassa specializzazione a costo inferiore al dovuto, senza vincoli di mantenimento in servizio qualora la prestazione lavorativa non avesse soddisfatto determinati canoni, né tanto meno di assunzione successiva». I proprietari del supermercato hanno fatto appello: per la prossima udienza, però, bisognerà attendere l’ottobre del 2010. 
Un caso simile è accaduto a Lecco, all’inizio del 2007: anche qui si è mossa la Direzione provinciale del lavoro, su segnalazione di un ragazzo, e ha riscontrato un uso improprio di sette stagisti, addetti principalmente alla disposizione dei generi alimentari sugli scaffali. Anche qui il supermercato, appartenente a una nota catena, si è opposto al verbale (che diffidava a legalizzare il rapporto con gli stagisti quale rapporto di lavoro subordinato a tutti gli effetti), e quindi ora la vicenda si trasferirà in Tribunale.
Altri stage-truffa sono stati smascherati negli ultimi anni dalla Direzione provinciale del lavoro di Milano, anche a livelli di scolarità più alti. Un asilo nido per esempio aveva reclutato una 22enne diplomata al conservatorio come educatrice musicale dei bambini, salvo poi affidarle mansioni di tutt’altro genere (lavare le mani ai bambini, sistemare brandine, coperte e cuscini, pulire i tavoli) e in pratica usarla come puericultrice. Ma la ragazza non è stata al gioco, e si è rivolta alla DPL che ha fatto scattare l’ispezione scoperchiando un vaso di pandora: non solo l’asilo si reggeva sulle spalle di dipendenti tutti rigorosamente cocopro, ma nel caso dello stage non esisteva nemmeno un ente promotore e non era stata aperta una posizione Inail. Il massimo: uno stage in nero! La vicenda ha un parziale lieto fine: la proprietaria dell’asilo, convocata dagli ispettori presso gli uffici della DPL, ha acconsentito a regolarizzare i suoi dipendenti e a pagare le sanzioni amministrative per gli illeciti commessi. E così il caso si è chiuso prima ancora di finire in Tribunale. 
Altri due invece arriveranno in giudizio, perché i datori di lavoro hanno impugnato le ordinanze con cui l’ufficio aveva confermato le ipotesi di violazione prospettate dal personale ispettivo.
Per uno gli stage risalgono al 2004 e la richiesta di intervento al 2006: due donne, all’epoca entrambe trentenni e neolaureate, hanno raccontato di aver trovato sulla bacheca della loro università l’annuncio per uno stage presso un’agenzia di grafica pubblicitaria convenzionata con l’ufficio tirocini. Lo stage però si è rivelato una truffa: le stagiste venivano utilizzate come dipendenti, e del tutor non c’era neanche l’ombra. Gli accertamenti, condotti dagli ispettori della di Milano insieme ai funzionari dell’Inpgi, si sono conclusi nel 2007. Le segnalazioni delle ragazze si sono dimostrate fondate: gli ispettori hanno accertato che durante il periodo dello stage il tutor era del tutto assente e che il socio amministratore della società esercitava di fatto un potere direttivo, organizzativo e gerarchico, organizzava il lavoro ed attribuiva i compiti, si riservava il diritto di concedere o meno eventuali permessi che le stagiste dovevano richiedere addirittura con una settimana di anticipo, e di muovere rimproveri in caso di assenze o ritardi. La causa è in corso: in questo momento si è alla fase istruttoria.
Così come è in corso la causa che ha come protagonista una società di ricerca, progettazione e sviluppo di sistemi di comunicazione e formazione per l&#039;impresa, che non solo ospitava più stagisti di quanto la legge consenta (due stagisti e nemmeno un dipendente a tempo indeterminato), e li faceva lavorare come normali dipendenti, ma in più non aveva nemmeno formalizzato gli stage dal punto di vista burocratico: anche qui i due ragazzi in questione erano quindi stagisti in nero. La cosa interessante da rilevare, in questo caso, è che la società si è difesa affermando che la normativa, nell’indicare il limite massimo di tirocinanti ospitabili, non prevede alcun tipo di sanzione  in caso di mancato rispetto di questi termini, né tantomeno l’automatica trasformazione del rapporto in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Cioè qualcosa del tipo «anche se ho infranto tutti i punti della normativa sui tirocini, voi  tantonon potete farmi niente perché non sono previste sanzioni precise». Fortunatamente le cose non stanno esattamente così, e alcune DPL lavorano per dimostrarlo.

Eleonora Voltolina</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stagisti sfruttati, i casi finiti in tribunale<br />
In Approfondimenti Di Eleonora Voltolina &#8211; 18 dicembre 2009<br />
La prima volta che uno stage è finito in Tribunale è stato probabilmente nel 2001. Un’ispettrice della Direzione provinciale del lavoro di Trieste, arrivata in un supermercato per fare verifiche di tutt’altro genere, si accorse che veniva fatto un uso disinvolto di decine di giovanissimi stagisti. Approfondendo, vennero fuori almeno 42 casi in cui lo stage era stato utilizzato per mascherare ordinario lavoro dipendente. I ragazzi erano infatti utilizzati alla salumeria, alla cassa, o con il compito di disporre la merce sugli scaffali. Il verbale di ispezione fu lapidario: gli stagisti svolgono funzioni di dipendenti, e quindi l’azienda li assuma come dipendenti e paghi tutti i contributi arretrati all’Inail e all’Inps.<br />
Ma i proprietari del supermercato non accettarono e, forti di un’assoluzione in un parallelo procedimento in sede penale (dove però, attenzione, l’accusa era di truffa ai danni dell’Inail e dell’Inps – non quello di uso improprio di stagisti, anche perché questo reato non esiste), fecero opposizione al verbale.<br />
La palla passò nel 2004 al Tribunale del lavoro, che nell’agosto del 2007 ha emesso una prima sentenza in cui si legge chiaramente, tra l’altro, che per uno stage del genere una durata di sei mesi, «a fronte della tipologia poco qualificante delle mansioni, appare incongrua». «Di fatto i rapporti realizzati erano rapporti di lavoro subordinato», rileva il giudice Annalisa Multari, e specifica che lo strumento dello stage veniva utilizzato «al solo fine di poter far lavorare personale con bassa specializzazione a costo inferiore al dovuto, senza vincoli di mantenimento in servizio qualora la prestazione lavorativa non avesse soddisfatto determinati canoni, né tanto meno di assunzione successiva». I proprietari del supermercato hanno fatto appello: per la prossima udienza, però, bisognerà attendere l’ottobre del 2010.<br />
Un caso simile è accaduto a Lecco, all’inizio del 2007: anche qui si è mossa la Direzione provinciale del lavoro, su segnalazione di un ragazzo, e ha riscontrato un uso improprio di sette stagisti, addetti principalmente alla disposizione dei generi alimentari sugli scaffali. Anche qui il supermercato, appartenente a una nota catena, si è opposto al verbale (che diffidava a legalizzare il rapporto con gli stagisti quale rapporto di lavoro subordinato a tutti gli effetti), e quindi ora la vicenda si trasferirà in Tribunale.<br />
Altri stage-truffa sono stati smascherati negli ultimi anni dalla Direzione provinciale del lavoro di Milano, anche a livelli di scolarità più alti. Un asilo nido per esempio aveva reclutato una 22enne diplomata al conservatorio come educatrice musicale dei bambini, salvo poi affidarle mansioni di tutt’altro genere (lavare le mani ai bambini, sistemare brandine, coperte e cuscini, pulire i tavoli) e in pratica usarla come puericultrice. Ma la ragazza non è stata al gioco, e si è rivolta alla DPL che ha fatto scattare l’ispezione scoperchiando un vaso di pandora: non solo l’asilo si reggeva sulle spalle di dipendenti tutti rigorosamente cocopro, ma nel caso dello stage non esisteva nemmeno un ente promotore e non era stata aperta una posizione Inail. Il massimo: uno stage in nero! La vicenda ha un parziale lieto fine: la proprietaria dell’asilo, convocata dagli ispettori presso gli uffici della DPL, ha acconsentito a regolarizzare i suoi dipendenti e a pagare le sanzioni amministrative per gli illeciti commessi. E così il caso si è chiuso prima ancora di finire in Tribunale.<br />
Altri due invece arriveranno in giudizio, perché i datori di lavoro hanno impugnato le ordinanze con cui l’ufficio aveva confermato le ipotesi di violazione prospettate dal personale ispettivo.<br />
Per uno gli stage risalgono al 2004 e la richiesta di intervento al 2006: due donne, all’epoca entrambe trentenni e neolaureate, hanno raccontato di aver trovato sulla bacheca della loro università l’annuncio per uno stage presso un’agenzia di grafica pubblicitaria convenzionata con l’ufficio tirocini. Lo stage però si è rivelato una truffa: le stagiste venivano utilizzate come dipendenti, e del tutor non c’era neanche l’ombra. Gli accertamenti, condotti dagli ispettori della di Milano insieme ai funzionari dell’Inpgi, si sono conclusi nel 2007. Le segnalazioni delle ragazze si sono dimostrate fondate: gli ispettori hanno accertato che durante il periodo dello stage il tutor era del tutto assente e che il socio amministratore della società esercitava di fatto un potere direttivo, organizzativo e gerarchico, organizzava il lavoro ed attribuiva i compiti, si riservava il diritto di concedere o meno eventuali permessi che le stagiste dovevano richiedere addirittura con una settimana di anticipo, e di muovere rimproveri in caso di assenze o ritardi. La causa è in corso: in questo momento si è alla fase istruttoria.<br />
Così come è in corso la causa che ha come protagonista una società di ricerca, progettazione e sviluppo di sistemi di comunicazione e formazione per l&#8217;impresa, che non solo ospitava più stagisti di quanto la legge consenta (due stagisti e nemmeno un dipendente a tempo indeterminato), e li faceva lavorare come normali dipendenti, ma in più non aveva nemmeno formalizzato gli stage dal punto di vista burocratico: anche qui i due ragazzi in questione erano quindi stagisti in nero. La cosa interessante da rilevare, in questo caso, è che la società si è difesa affermando che la normativa, nell’indicare il limite massimo di tirocinanti ospitabili, non prevede alcun tipo di sanzione  in caso di mancato rispetto di questi termini, né tantomeno l’automatica trasformazione del rapporto in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Cioè qualcosa del tipo «anche se ho infranto tutti i punti della normativa sui tirocini, voi  tantonon potete farmi niente perché non sono previste sanzioni precise». Fortunatamente le cose non stanno esattamente così, e alcune DPL lavorano per dimostrarlo.</p>
<p>Eleonora Voltolina</p>
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	<item>
		<title>Di: leonida</title>
		<link>http://www.risorsedisumane.com/398/la-testimonianza-non-sempre-gli-stage-sono-una-truffa/comment-page-1/#comment-2234</link>
		<dc:creator>leonida</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2010 15:10:45 +0000</pubDate>
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		<description>X CRISTIANO
...è proprio vero che si nasce leoni o pecore...
6 mesi alla cassa in una banca, con il rispetto degli orari, con l&#039;osservanza degli ordini del tuo responsabile, con il rischio di eventuali mancanze di cassa, con il rischio di essere rapinati, emettere titoli di credito con la tua firma,...questo non è uno stage...ma un lavoro non pagato....caro CRISTIANO no fare lo schiavo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>X CRISTIANO<br />
&#8230;è proprio vero che si nasce leoni o pecore&#8230;<br />
6 mesi alla cassa in una banca, con il rispetto degli orari, con l&#8217;osservanza degli ordini del tuo responsabile, con il rischio di eventuali mancanze di cassa, con il rischio di essere rapinati, emettere titoli di credito con la tua firma,&#8230;questo non è uno stage&#8230;ma un lavoro non pagato&#8230;.caro CRISTIANO no fare lo schiavo</p>
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	</item>
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		<title>Di: Cristiano</title>
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		<dc:creator>Cristiano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 22:03:25 +0000</pubDate>
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		<description>Si tratta di formazione, e noi di solito PAGHIAMO per imparare.
Anche studiare è un lavoro, ma mica pretendi d&#039;esser pagato!
E poi se lo stage ti permetta di entrare in una realtà che potrà darti tanto, vale la pena di farsi (altri) tre mesi non pagati!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si tratta di formazione, e noi di solito PAGHIAMO per imparare.<br />
Anche studiare è un lavoro, ma mica pretendi d&#8217;esser pagato!<br />
E poi se lo stage ti permetta di entrare in una realtà che potrà darti tanto, vale la pena di farsi (altri) tre mesi non pagati!</p>
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		<title>Di: Leonida</title>
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		<dc:creator>Leonida</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 13:22:43 +0000</pubDate>
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		<description>In ricorso presentato al tribunale del lavoro di Viterbo da parte del tirocinante impiegato allo sportello presso la filiale della Banca Cooperativa Cattolica di Montefiascone è stato respinto in primo grado.Trattandosi chiaramente di una gravissima ingiustizia, sicuro sarà il ricorso in appello per veder tutelato un diritto.
Resto incredulo difronte a tanta indifferenza ed ad un palese insabbiamento di una situazione di strapotere così mal celata!
Non posso che Augurarmi che la Corte d&#039;Appello di Roma  ribalti il giudizio in primo grado!
Alla luce di questi fatti c&#039;è ancora chi ritiene uno stage un momento di crescita professionale e non uno sfruttamento palese e per niente tutelato?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In ricorso presentato al tribunale del lavoro di Viterbo da parte del tirocinante impiegato allo sportello presso la filiale della Banca Cooperativa Cattolica di Montefiascone è stato respinto in primo grado.Trattandosi chiaramente di una gravissima ingiustizia, sicuro sarà il ricorso in appello per veder tutelato un diritto.<br />
Resto incredulo difronte a tanta indifferenza ed ad un palese insabbiamento di una situazione di strapotere così mal celata!<br />
Non posso che Augurarmi che la Corte d&#8217;Appello di Roma  ribalti il giudizio in primo grado!<br />
Alla luce di questi fatti c&#8217;è ancora chi ritiene uno stage un momento di crescita professionale e non uno sfruttamento palese e per niente tutelato?</p>
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		<title>Di: Leonida</title>
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		<dc:creator>Leonida</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 10:19:10 +0000</pubDate>
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		<description>Per il 16 Aprile 2009 attesa la sentenza che riguarda la Banca Cooperativa Cattolica di Montefiascone per aver dissumilato il lavoro di cassa (sportellista) con l&#039;utilizzo di stage.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per il 16 Aprile 2009 attesa la sentenza che riguarda la Banca Cooperativa Cattolica di Montefiascone per aver dissumilato il lavoro di cassa (sportellista) con l&#8217;utilizzo di stage.</p>
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		<title>Di: Luce</title>
		<link>http://www.risorsedisumane.com/398/la-testimonianza-non-sempre-gli-stage-sono-una-truffa/comment-page-1/#comment-276</link>
		<dc:creator>Luce</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 21:33:10 +0000</pubDate>
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		<description>Lo stage va sempre retribuito. A mio parere non c&#039;è formazione senza rimborso spese. Quello si chiama sfruttamento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lo stage va sempre retribuito. A mio parere non c&#8217;è formazione senza rimborso spese. Quello si chiama sfruttamento.</p>
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	<item>
		<title>Di: Sabrina</title>
		<link>http://www.risorsedisumane.com/398/la-testimonianza-non-sempre-gli-stage-sono-una-truffa/comment-page-1/#comment-137</link>
		<dc:creator>Sabrina</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 15:22:07 +0000</pubDate>
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		<description>che vergogna.....ancora mi si vuol far credere che il lavoro subordinato dissimulato da un tirocinio possa chiamarsi ...formazine!!ancora vergogna!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>che vergogna&#8230;..ancora mi si vuol far credere che il lavoro subordinato dissimulato da un tirocinio possa chiamarsi &#8230;formazine!!ancora vergogna!!!</p>
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