Lavoro accessorio = lavoratore sfruttato ?
Il lavoro accessorio di cui ampiamente ne ha sviluppato l’argomento Patrizia, evidenzia lo stato patologico del mondo del lavoro dei nostri tempi. Si parla sempre più di voler sistemare i lavoratori precari e di fatto creano uno strumento che non fa altro che aumentare il livello di precarietà. Lo strumento del lavoro accessorio non sarebbe stato male se avesse seguito la terminologia stessa del suo significato cioè essere in aggiunta a qualcos’altro, nel caso concreto che sia di completamento e miglioramento della situazione pregressa. Nel caso del lavoro accessorio non è altro che un sistema per fare cassa da parte dell’Inps e dell’Inail in quanto di accessorio non c’è proprio niente anzi c’è un peggioramento dello stato sociale in quanto fa rientrare forze uscite dal lavoro dalla porta (pensionati) per farli rientrare dalla finestra. Nella definizione che si dà al lavoro accessorio e che dovrebbe consistere in attività lavorative di natura occasionale rese da soggetti a rischio di esclusione sociale o comunque non ancora entrati nel mercato del lavoro o che stanno per uscirne, se la definizione voluta è questa perchè inserisci tra i soggetti interressati i pensionati, i disoccupati da oltre un anno. Quindi se sono disoccupato da 10 mesi e ho figli e il centro per l’impiego non riesce a trovarmi niente da fare non posso neanche accedere ai 10 euro lordi per pulire un giardino? Altro punto dolente del lavoro accessorio, sempre per il lavoratore, è che dai 10 euro gli tolgono anche il 13% per contributi Inps e il 7% per assicurazione Inail, di fatto nessuno a chiarito il come e quando al “lavoratore accessorio” gli ritorneranno indietro i contributi versati alla gestione separata. Di pensione neanche si parla ma intanto mi trattengo il 13% per fare cassa poi si vedrà tanto sei accessorio, “un di più”. Il lavoro accessorio non deve dare luogo a compensi superiori a 5000 euro con lo stesso committente, ciò vuol dire che posso andare a lavorare in modo occasionale con più committenti . E il requisito dell’occasionalità dove sta? 5000 euro diviso i 10 euro all’ora del buono sono 500 ore di attività che non sono altro che 3 mesi di lavoro a 40 ore settimanali. Un operaio metalmeccanico che lavora tre mesi prendendo circa 1200 euro lordi poi deve pagarci anche le tasse il “lavoratore accessorio” invece e esente da qualsiasi imposizione fiscale, non conoscerà quindi le famigerate addizionali regionali e comunali , nè la straordinaria IRE. Sempre per accreditare la valenza di attività meramente occasionale il lavoro accessorio nell’impresa familiare non deve superare l’importo di 10.000 euro. Cioè 1000 ore di lavoro che corrispondo a 25 settimane da 40 ore, che non sono altro che più di sei mesi di lavoro di un qualsiasi impiegato o operaio delle nostre fabbriche. Altro che meramente occasionale.
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Scritto da Giovanni e inserito nella categoria: Ingiustizie, Varie