Precari in Mutante a Palermo

E, si la disperazione, fa cattivi scherzi, come è accaduto a Palermo, che, alcuni precari per rabbia si sono schierati davanti all’ufficio scolastico in mutante e costume da bagno, cercando di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla loro situazione di precari della scuola “rimasti in mutande” e che non “possono neanche andare a mare per una breve vacanza”.

La manifestazione di insegnanti e personale Ata di Palermo è soltanto una delle decine che si sono svolte in tutta Italia, in quello che è stato definito il “no Gelmini day”. Proteste in varie città tra cui Milano, dove si è svolto un corteo a cui hanno partecipato circa 300 precari, con sit in davanti alla prefettura e a Perugia, con una “colazione precaria”, davanti all’ufficio scolastico regionale di Roma e con cortei anche a Messina e Catania, dove i prof precari hanno sfilato con una cassa da morto per simboleggiare la morte della scuola pubblica.

La protesta più singolare è stata quella di Palermo, dove da dieci giorni è in atto un presidio permanente di precari con cartelli e striscioni contro la riforma della pubblica istruzione che li ha praticamente tagliati fuori dalla possibilità di lavorare. Il coordinamento palermitano della protesta chiede: il ritiro dei tagli della scuola pubblica; la stabilizzazione di tutti i precari della scuola; la risoluzione della vertenza del personale Ata.

I sindacati provinciali della scuola Flc-Cgil, Cisl, Uil e Snals hanno indetto per il 14 settembre una manifestazione a Palermo e ieri sera hanno deciso di sospendere l’occupazione dell’Ufficio scolastico.

A Catania hanno sfilato oltre cinquecento precari. Insegnanti e impiegati Ata hanno portato a spalla un cassa da morto che rappresentava la scuola pubblica italiana ed esposto manifesti e scandito slogan contro l’applicazione della legge Gelmini. Anche qui i manifestanti hanno portato in corteo una bara con scrittò “La scuola è a lutto per la perdita dei suoi precari”.

La situazione, si è preannunciata con innumerevoli tagli, e posti di lavoro che fino all’anno scorso, risultavano essere indispensabili, nel portare avanti un progetto di istruzione adeguata, ma dora in poi, dovremo veramente rimboccarci le mani.

Condividi:Share on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on Twitter

Rispondi