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Il valore del “posto fisso” torna d’attualità

Si è acceso il dibattito sul valore del “posto fisso” dopo le dichiarazioni di ieri del Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti che affermava: “Non credo che la mobilità di per sè sia un valore, penso che in strutture sociali come la nostra il posto fisso sia la base su cui organizzare il tuo progetto di vita e la famiglia. La variabilità del posto di lavoro, l’incertezza, la mutabilità per alcuni sono un valore in sè, per me onestamente no“.
Oggi è arrivata la replica del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia: “Riteniamo che la cultura del posto fisso è un ritorno al passato non possibile, che peraltro in questo Paese ha creato problemi“.

Secondo la Marcegaglia in Italia la logica del posto fissso ha creato problemi, un aumento della disoccupazione e del sommerso, per esempio nel Mezzogiorno, e ha creato nella pubblica amministrazione la logica dell’assenteismo e dei fannulloni, tanto deprecati. Quindi il problema è quello di fare le riforme per rendere le imprese più competitive e, dall’altro, fare una flessibilità regolata e tutelata, come quella fatta con Treu e Biagi e che ha creato 3 milioni di posti di lavoro.

Diversa l’opinione di Tremonti che, stranamente, si rifà ai valori cardini della Costituzione Italiana per quanto riguarda l’argomento lavoro.

Certo è che mantenere o formare una famiglia con un lavoro precario è quantomeno difficile.

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Scritto da marianna e inserito nella categoria: Varie