Abolire la Pausa Pranzo

E si adesso, vogliono toglierci anche la pausa pranzo…..!

Così afferma il ministro Gianfranco Rotondi, “è un rito che blocca tutta l’Italia!” E’ un danno per il lavoro, e per l’armonia della giornata!”
“Non possiamo imporre ai lavoratori quando mangiare – afferma il ministro – ma ho scoperto che le ore più produttive sono proprio quelle in cui ci si accinge a pranzare. Chiunque svolga un’attività in modo autonomo, abolirebbe la pausa pranzo. Casomai sarebbe meglio distribuirla in modo diverso, come avviene negli altri Paesi”.

Secondo Rotondi, in Germania, per incentivare la produttività, la pausa pranzo in alcuni posti di lavoro dura mezz’ora, mentre si estende a 45 minuti per chi lavora oltre le 9 ore. Tuttavia, secondo un recente sondaggio, un quarto dei tedeschi trascorre la propria pausa pranzo lavorando. Anche in Inghilterra molti dipendenti vi rinunciano o la riducono, sia nei minuti che nel numero di pause nel corso dell’intera settimana.

Un’affermazione che desta scalpore, solo al pensiero!

Pensando e parlando da lavoratrice, la pausa pranzo non è niente di reale in Italia, tenendo conto dei panini divorati al volo, per cercare di stare dietro agli orari lavorativi incalzanti, e nonostante ci vogliamo sforzare al pensiero che quel piccolo momento, ( che ci distoglie dal lavoro….!), possa essere chiamato Pausa Pranzo, non abbiamo neanche la possibilità di entrare in una mensa, poiché sono talmente assenti dagli impianti lavorativi, che dobbiamo per forza di cose, arrangiarci, e quel momento rimane una nostra necessità e non una scelta.

Tutti vorrebbero finire il proprio lavoro, nel migliore dei modi, e saremmo contenti di tornare un po’ prima a casa per poter stare di più in famiglia, anche eliminando la pausa pranzo. Ma non è la pausa pranzo, di dieci, venti o trenta minuti che blocca la produttività, anzi forse gli dà fiato, ma è ben altro!

Io penso, dal mio modesto parere, che prima di fare affermazioni da poltrona, bisognerebbe rimboccarsi le maniche e LAVORARE!

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