Cambiare Lavoro
Dai dati degli studi sulle prospettive professionali nel 2007 è emerso che quasi la metà degli occupati (il 46%) ha cambiato almeno una volta lavoro nella propria vita lavorativa. Da notare è che per il 50% di questi nel cambiare lavoro non vi è stato alcun miglioramento in termini di affermazione e carriera mentre per quasi il 60% non ci sono stati miglioramenti retributivi.
A muovere alla necessità di cambiare lavoro si può essere portati dall’insoddisfazione per l’attuale lavoro, dalla voglia di avere una migliore retribuzione come dalla consapevolezza che il lavoro che si sta svolgendo ha smesso di dare quello che si voleva prendere.
Inoltre l’attuale mercato del lavoro propone percorsi impervi per il lavoro, cioè lavori frammentati, incoerenti e spesso poco remunerati. Quindi diventa sempre più comune la voglia di cambiare lavoro per trovare un lavoro più adatto alle proprie necessità e aspettative.
Posto che tutti ci auguriamo di stare bene nell’azienda in cui lavoriamo, da quanto finora detto è comunque necessario procedere con ponderazione affinché se si deve cambiare lavoro tale cambiamento sia in meglio per la propria vita lavorativa. Certamente, anche se si è soddisfatti del proprio lavoro, è preferibile avere la consapevolezza – vale a dire gli strumenti - per poter cambiare lavoro quando lo si crede necessario.
Insomma lasciare un posto di lavoro per un altro è una cosa che va presa con serietà e questo vuol dire che occorre fare seriamente il punto della propria situazione, sia professionale che personale, in modo da compiere poi delle scelte consapevoli e di riuscire a realizzarsi appieno nel futuro lavoro.
LE DOMANDE DA PORSI PER CAMBIARE LAVORO
Quindi per dare un cambiamento in meglio alla propria qualità di vita lavorativa bisogna fare una analisi quanto più possibile lucida della situazione e della strada che può interessare intraprendere. Sintetizzando per punti si deve:
● Lasciare da parte il malcontento - se vi è, ma in genere è così - che spinge a cambiare lavoro.
● Fare il punto della situazione sulla propria vita professionale e personale, raccogliendo dati su se stessi e sul proprio passato.
● Mettere in evidenza il tipo di “evoluzione” che vi è nella propria storia lavorativa.
● Quali sono le capacità, potenzialità quindi competenze che si hanno.
● Quali sono le cose che si vuole fare, i propri desideri e obiettivi, le proprie propensioni e aspirazioni
● Come ci si immagina tra cinque, dieci o quindici anni?
● Quali sono le reali opportunità a disposizione, prendendo anche in considerazione il contesto lavorativo che interessa? Quindi, eventualmente chi si conosce in questo, quali aziende, come ci si può introdurre o presentare?
Se si deve avere accortezza nell’accingersi a cambiare lavoro non si deve comunque avere paura. Realizzarsi nel lavoro, ricercare una occupazione consona alle proprie esigenze significa, almeno in una società che mette il lavoro tra gli aspetti centrali della propria vita sociale, realizzarsi nella vita.
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