Cambiare Lavoro

Da alcuni studi sulle prospettive professionali è emerso che quasi la metà degli occupati (il 46%) ha cambiato almeno una volta lavoro nella propria vita lavorativa. Da notare è che per il 50% di questi nel cambiare lavoro non vi è stato alcun miglioramento in termini di affermazione e carriera mentre per quasi il 60% non ci sono stati miglioramenti retributivi.

A muovere alla necessità di cambiare lavoro si può essere portati dall’insoddisfazione per l’attuale lavoro, dalla voglia di avere una migliore retribuzione come dalla consapevolezza che il lavoro che si sta svolgendo ha smesso di dare quello che si voleva prendere.

Inoltre l’attuale mercato del lavoro propone percorsi impervi per il lavoro, cioè lavori frammentati, incoerenti e spesso poco remunerati. Quindi diventa sempre più comune la voglia di cambiare lavoro per trovare un lavoro più adatto alle proprie necessità e aspettative.

Posto che tutti ci auguriamo di stare bene nell’azienda in cui lavoriamo, da quanto finora detto è comunque necessario procedere con ponderazione affinché se si deve cambiare lavoro tale cambiamento sia in meglio per la propria vita lavorativa. Certamente, anche se si è soddisfatti del proprio lavoro, è preferibile avere la consapevolezza – vale a dire gli strumenti per poter cambiare lavoro quando lo si crede necessario.

Insomma lasciare un posto di lavoro per un altro è una cosa che va presa con serietà e questo vuol dire che occorre fare seriamente il punto della propria situazione, sia professionale che personale, in modo da compiere poi delle scelte consapevoli e di riuscire a realizzarsi appieno nel futuro lavoro.

LE DOMANDE DA PORSI PER CAMBIARE LAVORO

Quindi per dare un cambiamento in meglio alla propria qualità di vita lavorativa bisogna fare una analisi quanto più possibile lucida della situazione e della strada che può interessare intraprendere. Sintetizzando per punti si deve:
●    Lasciare da parte il malcontento – se vi è, ma in genere è così – che spinge a cambiare lavoro.
●    Fare il punto della situazione sulla propria vita professionale e personale, raccogliendo dati su se stessi e sul proprio passato.
●    Mettere in evidenza il tipo di “evoluzione” che vi è nella propria storia lavorativa.
●    Quali sono le capacità, potenzialità quindi competenze che si hanno.
●    Quali sono le cose che si vuole fare, i propri desideri e obiettivi, le proprie propensioni e aspirazioni
●    Come ci si immagina tra cinque, dieci o quindici anni?
●    Quali sono le reali opportunità a disposizione, prendendo anche in considerazione il contesto lavorativo che interessa? Quindi, eventualmente chi si conosce in questo, quali aziende, come ci si può introdurre o presentare?
Se si deve avere accortezza nell’accingersi a cambiare lavoro non si deve comunque avere paura. Realizzarsi nel lavoro, ricercare una occupazione consona alle proprie esigenze significa, almeno in una società che mette il lavoro tra gli aspetti centrali della propria vita sociale, realizzarsi nella vita.

A CHI RIVOLGERSI PER CAMBIARE LAVORO

Nulla vieta la ricerca indipendente, per annunci cartacei, web, o conoscenze (in questo senso molto utile può essere LinkedIn, il social network dedicato al mondo del lavoro), soprattutto quando si è consapevoli di avere a disposizione un buon curriculum.

Una miglior attinenza nelle ricerche può però essere compiuta dalle Agenzie per il Lavoro specializzate nella ricerca e selezione di personale: sono un buon viatico non soltanto per chi entra per la prima volta nel mondo del lavoro, ma anche per chi ha voglia di un cambiamento. Il loro obiettivo, infatti, è sempre e comunque indirizzato ad individuare risorse in grado di ricoprire una o più posizioni lavorative aperte, su specifico incarico delle aziende committenti. L’agenzia per il lavoro presenta quindi il vantaggio di poter valutare nuove opportunità selezionate in base ai nostri nuovi orientamenti professionali e senza correre alcun rischio a livello di privacy. In questi casi, spesso sono le stesse Società di Selezione a contattare i lavoratori candidati, solitamente chi ha già maturato qualche anno di esperienza e ricopre ruoli di responsabilità a metà tra il top management e il livello operativo.

L’agenzia per il lavoro dispone anche di uno specifico servizio di outplacement, vale a dire un ufficio che supporta il lavoratore nella ricollocazione professionale. Gli esperti di outplacement sono ingaggiati da un’azienda committente allo scopo di reinserire dei propri dipendenti sul mercato del lavoro. Può infatti accadere che in caso di esuberi un’impresa, in comune accordo con i sindacati, decida di impegnarsi a supportare i propri ex lavoratori nel trovare una nuova collocazione.

Quando ci si rivolge ad un servizio di outplacement, è opportuno verificare alcuni elementi:

  • Verificare che l’Agenzia per il Lavoro sia autorizzata dal Ministero;
  • E’ sempre l’azienda a pagare e richiedere questo tipo di servizio, diffidare da chi richiede somme di denaro;
  • Sfruttare questa possibilità per avviare un nuovo percorso di carriera, analizzando le cause del cambiamento (vedi domande sopra), verificando eventuali lacune, valutando diverse proposte professionali.

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