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Il Colloquio di Lavoro

Un passo decisivo nell’incontro tra offerta e domanda di un posto di lavoro è l’immagine che si trasmette di sé. Come si trasmette l’immagine? È semplice: durante il colloquio, con l’interloquire davanti al futuro datore di lavoro o chi per lui è incaricato di scegliere persona giusta per rivestire un determinato  ruolo lavorativo. Ecco perché è indispensabile valorizzare le proprie competenze professionali cercando di far capire di essere un buon candidato (e magari il migliore possibile), ma allo stesso tempo oltre a ciò che dirai è importante anche apparire nel modo giusto. In questa piccola guida potrai apprendere tutto quanto è necessario per farei i passi giusti durante il colloquio.

Ecco un breve sommario, non lineare, di quello che troverai in questa guida:

Il colloquio è un momento carico di tensione non solo per te, ma anche per il selezionatore. Infatti chi ti sta di fronte ha l’arduo compito di raccogliere una serie di informazioni che gli permettano di formulare un giudizio preciso su di te, e stabilire se sei il candidato “giusto” per quel lavoro, spesso e volentieri tra decine se non centinaia di candidati.

Anche per il selezionatore questo è fonte di stress, perché sbagliare significa assumere una persona poco idonea con tutti i problemi che questo comporta, quindi anche il compito di chi seleziona è importante. Egli, tramite il colloquio, qualche domanda, un’analisi generale sul tuo profilo personale e lavorativo, cercherà di darsi delle risposte ad altre domande latenti al tuo riguardo, necessarie per valutare l’assunzione, quali:

  • Come si inserisce questo candidato nell’azienda e nel suo gruppo di lavoro?
  • Ha doti di flessibilità, serietà, concretezza, impegno, apertura mentale, capacità di motivare gli altri e di sdrammatizzare i problemi?
  • Legherà con i suoi colleghi e i suoi superiori?
  • È motivato per questo lavoro?
  • Quanto sembra desiderarlo?
  • Potrà portare nuovi stimoli, positività, dinamismo, intelligenza ed energia nell’ufficio (reparto, gruppo, settore) al quale verrebbe destinato?
  • Manifesta un sincero interesse ed entusiasmo per l’azienda, per quello che facciamo e per quello che vogliamo fare in futuro?
  • Gli possono piacere le sfide, anche impegnative, che l’azienda affronta per giungere ai risultati previsti?
  • Possiede la professionalità e le competenze per svolgere al meglio i compiti assegnati?
  • È probabile che resti a lavorare per l’azienda o se ne andrà alla prima occasione?
  • Desidera questo posto solo per denaro?
  • Ha un aspetto gradevole? (dove “aspetto gradevole” non vuol dire “bella presenza”, ma presentarsi in ordine e con la maggiore naturalezza possibile. Significa vestirsi bene, pettinarsi, radersi, profumarsi come si farebbe per andare a quel lavoro, senza però esagerazioni e affettazioni)
  • Possiamo permetterci di assumerlo?


Un sistema per poter incominciare bene il colloquio di lavoro è quello di rispondere in maniera celere e breve soprattutto alle prime domande, quelle del tipo: “Mi parli di lei” o “Come mai si è presentato qui?”. È importante non cadere mai nel silenzio, mai vagare con gli occhi in cerca di risposte dal cielo, e con garbo si deve cercare di esporre i propri lati positivi, magari mettendo in ballo anche parte dei difetti, o aree di miglioramento. È indispensabile anche evitare di parlare di soldi, contratti, regole dell’assunzione, fino a che non si prospetta effettivamente la possibilità dell’assunzione o solo in un secondo momento, quando arriva la comunicazione che la selezione ha avuto esiti positivi.

Di solito queste domande generiche vengono fatte da un lato per rompere il ghiaccio, ma dall’altro anche per verificare quanto è scritto sul curriculum, per capire se ciò che si racconta può effettivamente corrispondere a quanto è stato dichiarato sul curriculum.

A proposito, anche se hai inviato l’email di candidatura o se in qualunque altro modo l’azienda ha già il tuo curriculum, non dimenticare ugualmente di portare con te un curriculum cartaceo, compilato e stampato con i tuoi dati.

In altri colloqui, che domande ti hanno fatto? Ti sono capitate anche delle domande curiose, strane o insolite? Se vuoi, riportale nei commenti, ci aiuterai ed aiuterai gli altri ad avere un quadro ancora più completo.

Per approfondire l’ambito delle domande, comunque, ti consigliamo anche di leggere l’articolo dedicato alle Domande che vengono poste ad un colloquio lavorativo.

Esporre le capacità professionali

È importante che nel colloquio si sappia individuare il proprio obiettivo professionale ossia la motivazione di fondo che risponde alla posizione lavorativa che viene offerta e a cui hai risposto. Per far ciò bisogna mettere a fuoco la propria personalità e la propria professionalità, facendo risaltare i propri punti di forza idonei alla posizione da rivestire, suscitando l’interesse del selezionatone affinché prenda in seria considerazione la candidatura.

L’unico modo per dare l’esatta configurazione di questi obiettivi professionali al selezionatore è prepararsi in modo adeguato. Anticipa i tempi e qualche giorno prima della data del colloquio raccogli varie informazioni sulla società e sulla mansione che ricercano, maggiori saranno le informazioni che riuscirai ad ottenute, più saprai tenere la conversazione durante il colloquio e dimostrerai curiosità, competenza e spirito d’iniziativa.

E’ fondamentale che ti prepari un repertorio di domande necessarie a scambiare informazioni con il selezionatore, poiché è un tuo diritto avere informazioni ben precise sull’azienda, sul ruolo da ricoprire, e per capire tu stesso se sei adeguato al tipo di lavoro da fare, inoltre bisogna preparare del materiale a supporto per sostenere la tua candidatura. Spesso basta un curriculum, ma se hai altri fattori discriminanti da giocarti, usali! Ad esempio, porta con te anche pubblicazioni, ricerche, esperienze, passioni, ecc.

Come vestirsi

La prima impressione è molto importante e il modo in cui ti vesti la prima volta ha un forte impatto. Non ci sono regole generali precise, se non quella di indossare abiti sobri, adatti all’azienda cui ti stai presentando e al ruolo che vuoi ricoprire, evitando qualsiasi eccentricità, Bisogna dimostrare un atteggiamento di professionalità cercando di non cadere in quell’atteggiamento del tipo “qualsiasi lavoro mi va bene purché lavoro” che non farà altro che danneggiarti: è l’azienda che ha bisogno di te e tu sei lì per offrire qualcosa di concreto in cambio dello stipendio.

Per gli uomini, ad esempio, per presentarsi in un contesto di ufficio va benissimo un pantalone grigio scuro, con camicia chiara e giacca blu, oppure sono perfetti anche vestiti più scuri, ma in ogni caso dalle tonalità sobrie. Siate coerenti: se mettete il vestito, potete sì non mettere la cravatta a vostra discrezione, ma non associate mai al vestito le vostre ultime bellissime Nike o le scarpette da tennis bianche.

Per le donne, non bisogna certo mettere per forza dei pantaloni, ma vanno bene anche gonne abbinate a giacche e camicie molto semplici. È però giusto essere decorose sempre, questo vuol dire che, se scegliete una gonna, essa deve essere della giusta lunghezza, almeno sotto il ginocchio, ed evitate di lasciare troppi bottoncini aperti sulla camicia perché le scollature vertiginose possono sì catturare attenzione, ma arrecare ugualmente un danno irreparabile alle vostre possibilità di successo, dal momento che non trasmettono un’immagine di serietà. Se proprio non volete farne a meno, tenetela ad una o massimo due dita. Soprattutto non cercate di dimostrare quello che non siete.

Per entrambi i sessi, si deve avere cura dei particolari. Vestito per gli uomini e tailleur per le donne sempre. Orecchini, orologio, cintura, cravatta, e anche il profumo possono darvi un aspetto migliore, ma devono essere tutti eleganti, semplici, sobri; evitate sempre gli eccessi. Evitate di essere anche troppo casual, quindi no ai jeans. Se siete degli appassionati di piercing, beh, al colloquio di lavoro non metteteli mai. Sono accettati solo orecchini (per le donne) e al limite un piccolo piercing al naso. Tutti gli altri piercing sono off limits, vi danneggerebbero e se li avete altrove è meglio toglierli.

Importante anche la cura del corpo. Gli uomini dovrebbero presentarsi ad un colloquio con la barba non più lunga di un giorno, meglio se del tutto assente, altrimenti sembrerete persone che non hanno cura di sé…e se non hanno cura nemmeno di sé, perché dovrebbero averne a lavoro? Per le donne, invece, va bene un filo di trucco, non va bene esagerare con cipria, mascara e matite pesanti. No anche ai rossetti accesi o troppo scuri, meglio puntare su un lucidalabbra trasparente.

La prima telefonata, il primo contatto

Tenete in mente che il colloquio inizia già con la prima telefonata con cui si viene contattati per verificare la disponibilità all’incontro e al posto di lavoro.

Possiamo affermare che la telefonata stessa è di fatto già parte del primo colloquio, il colloquio preliminare, in cui si viene valutati sommariamente per evitare di perdere tempo in una successiva selezionale del personale presso la sede. Se si viene valutati positivamente, viene fissato poi un incontro fisico presso l’azienda (o presso l’agenzia incaricata della selezione).

Quindi, siate disponibili e cordiali, dedicate tutto il tempo che vi viene richiesto, evitate di parlare con altri e se possibile isolatevi. Se siete nel bel mezzo di una festa, uscite e rispondete, o se proprio non potete rispondere, richiamate al primo istante libero.

 Il Colloquio di gruppo

Spesso, soprattutto in aziende strutturate, il primo colloquio è quello di gruppo, in cui vengono valutate le nostre capacità in una dinamica di gruppo, dove vengono fatte domande generiche, estranee dal contesto, per vedere come le persone risolvono delle problematiche. L’obiettivo del colloquio di gruppo è scoprire una serie di elementi utili a capire come potete lavorare in team: chi interviene per primo, chi è collaborativo, chi emerge come leader e tante altre cose, che dipendono poi dalle caratteristiche che i selezionatori ricercano. Non è detto, quindi, che essere leader sia sempre la cosa migliore, cerca di capire nel modo migliore possibile ciò che il posto di lavoro ambito ti richiederebbe di fare, per adottare il miglior comportamento possibile durante il colloquio di gruppo in funzione di quel posto.

Il colloquio di gruppo si struttura in più fasi.

Nella prima fase, si fanno sedere tutti i candidati attorno a un tavolo. I selezionatori si trovano esternamente al tavolo stesso, in un punto dove possono ascoltare e vedere tutto. Verrà quindi chiesto a ciascuno di presentarsi agli altri singolarmente.

Nella seconda fase, il gruppo viene “messo alla prova” su un determinato argomento, su una tematica, su come risolvere un problema o raggiungere un obiettivo. In questo caso si parla di “caso strutturato” quando viene esposto al gruppo un particolare caso già studiato e deciso a tavolino dai selezionatori, mentre si parla di “caso destrutturato” quando anche la scelta tematica è lasciata al gruppo e che permette di valutare anche altri aspetti come ad esempio la creatività e la reattività.

Nella terza fase, il gruppo sceglie un rappresentante come “portavoce” che espone la soluzione del caso come deciso dal gruppo stesso. Non temere: il selezionatore non sceglie a priori colui che viene scelto come portavoce! La valutazione è complessiva e riguarda anche la capacità di portare le adeguate soluzioni, il modo in cui ci si relaziona nel gruppo, la capacità di riconoscere chi può essere più indicato a fare il portavoce che implica abilità di analisi relazionale. Sono proprio le relazioni, infatti, ad essere analizzate meglio nei colloqui di gruppo. Il modo di intervenire corretto, il modo in cui si ascolta gli altri, il modo in cui si collabora, il rispetto delle divergenze d’opinione e il modo di esporre la propria.

In generale, si preferisce chi alimenta il confronto rispetto a chi prevarica e tenta di imporsi o ostacolare gli altri, così come si valuta il ruolo che ciascuno ha avuto nel gruppo e se la decisione finale sia stata o meno comune a tutti.

Tieni a mente questo per affrontare un colloquio di gruppo e il ruolo che dovresti ricoprire: cerca tutte le informazioni possibili al riguardo sin da prima. Sii rispettoso di tutti, educato, costruttivo. Non avrai garanzia di successo, ma avrai così tutte le carte giuste indispensabili per poter avere successo.

Alcuni video sul tema del colloquio

Infine, ti mostriamo alcuni video molto interessanti dove potrai raccogliere altri consigli utili su come affrontare un colloquio lavorativo.

Questi sono i consigli proposti da un video di Studenti Tv:

Il video che segue, invece, è stato realizzato da una ragazza che lavora proprio nel campo delle assunzioni ed ha avuto la bella idea di parlare “da addetta ai lavori” di come è più indicato presentarsi ad un colloquio di lavoro.

Un altro bel video, infine, lo puoi trovare qui: è un servizio delle Iene su di un colloquio per la selezione del personale.

Hai affrontato dei colloqui di lavoro? Allora Raccontaci la tua esperienza commentando qui in basso.



  • Pingback: I colloqui di lavoro, al cinema

  • Luce

    Il servizio delle Iene lo avevo visto. Molto utile in effetti.

  • Pingback: Denunciato un 43enne per molestie durante un Colloquio di Lavoro

  • Pingback: Le domande al colloquio di lavoro: eccole qua

  • Alieno1183

    non mi carica il video delle iene..

    • Luca

      lo hanno tolto. Ma che schifo quelli di Mediaset, non sanno manco come funziona la Rete. E poi si lamentano che sono in perdita..

  • alberto

    a me hanno fatto le solite domande:
     che voto ti dai da 1 a 10 poi se dici 8 perche’8???(che palle!!)
    poi mi dica i suoi punti di forza e i suoi punti di debolezza (aaaesc!!!)
    che lavoro vorrebbe fare nella vita??(cazzo te ne frega a te!!!)
    le faremo sapere……(nooooooo e’ andata male sob!)

  • fabio pignataro

    si ma questi colloqui te li fanno solo se cerchi lavoro alla Nasa o alla Cia! chi ha messo questo video crede che esiste solo il lavoro d’ufficio ma non è cosi! se devi entrare a lavorare in una fabbrica di cessi dove il capo reparto è un rozzo della madonna se ne frega della tua cravatta o di quello che cazzo leggi….

  • elvira

    ciao ragazzi volevo chiedere una cosa, un anno fa mandai vari curriculum in studi legali, premetto di non avere nessuna esperienza in merito, infatti nella lettera di presentazione scrissi che ero disponibile ad un contratto di apprendistato. dopo due giorni mi chiamano per fissare un colloquio, faccio il primo colloquio dove il tipo mi dice di aver fatto una buonissima impressione e che mi aveva chiamato per la mia esperienza nelle assicurazioni e mi dice che parlerà con gli altri soci per un secondo colloquio,.
    dopo una settimana circa mi chiamano per un secondo colloquio che faccio con due associate dello studio e alla fine del colloquio mi viene detto che preferiscono orientarsi si una ragazza che abbia un minimo di esperienza. ovviamente potete capire la delusione considerato che loro sapevano sia dal cv che dal primo colloquio che nn avessi esperienza. mi rassegno e mene vado.
    ieri dopo quasi un anno mi chiamano per chiedermi se ero ancora disponibile e volevo fare un terzo colloquio, stavolta con l’ultimo socio quello che decide, alche io un po incazzata rispondo di averne gia fatti due e che nel secondo mi era stato detto che volevano un po di esperienza e io ho ribadito di non averne e la signora mi risponde che da allora e passata molta acqua sotto i ponti e che le esperizne si possono acquisire.
    secondo voi cosa succederà? mi devo illudere o sara di nuovo un flop per perdere tempo.e uno studio associato molto grande.
    grazie in enticipo per le risposte

    • alienodisoccupato83

      Prova ad andarco lo stesso. Perchè se è il tuo posto ideale meglio che vai a prenderlo.
      Se poi non ti prendono si può sempre fare un faidate, cioè diventi libera professionista ^_^!