Benefici ex Lege n. 407 e trasferimento d’azienda

25 Giu    Norme e Leggi

I benefici della ex Lege n. 407 seguono il lavoratore anche in caso di trasferimento d’azienda.

È questa la risposta data con interpello n. 20 del 9 giugno 2010dalla Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali al quesito del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

In sostanza si chiedeva se era possibile per le imprese cessionarie, a seguito di trasferimento d’azienda, di continuare ad usufruire dei benefici contributivi di cui all’art. 8, comma 9, L. n. 407/1990, già goduti dall’impresa cedente.

I benefici sono accordati a condizione che:

  • il datore di lavoro beneficiario abbia proceduto ad “assunzioni di lavoratori disoccupati da almeno ventiquattro mesi o sospesi dal lavoro e beneficiari di trattamento straordinario di integrazione salariale da un periodo uguale a quello suddetto, quando esse non siano effettuate in sostituzione di lavoratori dipendenti dalle stesse imprese per qualsiasi causa licenziati o sospesi”;
  • il medesimo datore di lavoro abbia effettuato le predette assunzioni “con contratto di lavoro a tempo indeterminato” anche a tempo parziale fino a 20 ore settimanali.

Le agevolazioni contributive di cui all’art. 8, comma 9, L. n. 407/1990 sono riconosciute, quindi, in presenza di specifici presupposti concernenti: la “condizione soggettiva” dei lavoratori occupati, la tipologia contrattuale utilizzata e, al solo fine del godimento dello sgravio del 100%, “l’identificazione” del datore di lavoro beneficiario (v. INPS circ. n. 25/1991).

Nell’ipotesi in cui intervenga un trasferimento d’azienda, il quale si realizza, ai sensi dell’art. 2112, comma 5, c.c., mediante “qualsiasi operazione che, in seguito a cessione contrattuale o fusione, comporti il mutamento della titolarità di un’attività economica organizzata (…) che conserva nel trasferimento la propria identità”, a prescindere dal negozio giuridico utilizzato (v. ex multis Cass. civ., Sez. Lav., n. 17418/2005), “il rapporto di lavoro continua con il cessionario ed  il lavoratore  conserva tutti i diritti che ne derivano”, secondo quanto disposto dall’art. 2112, comma 1, c.c..

Dal dettato normativo si evince, quindi, che, nonostante il mutamento soggettivo nella titolarità dell’impresa, tutti i rapporti di lavoro instaurati dal cedente, compresi quelli di cui all’art. 8, comma 9, L. n. 407/1990, proseguono ope legis con il cessionario senza soluzione di continuità.

Ne consegue che il cessionario continuerà a godere degli sgravi contributivi previsti dall’art. 8, comma 9, della Legge citata, già fruiti dal cedente, per la parte residua sino alla scadenza dei 36 mesi, in quanto, non verificandosi l’interruzione dei rapporti di lavoro che costituiscono la fonte dei predetti sgravi, non muta, anche a seguito del trasferimento d’azienda, né la condizione soggettiva dei lavoratori occupati, né la tipologia contrattuale adottata al momento dell’assunzione.

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