Anche in Agricoltura il lavoro occasionale accessorio

31 Lug    Notizie sul Lavoro

Anche l’impresa agricola può ricorrere a prestatori di lavoro accessorio e retribuirli con il sistema dei buoni lavoro (voucher), ma con opportune distinzioni.

La prima disposizione contempla la possibilità da parte delle imprese agricole, di qualsiasi dimensione, di avvalersi di prestazioni di lavoro accessorio,  svolte da pensionati, casalinghe e giovani studenti, per l’espletamento di attività di carattere stagionale.

Rientrano, altresì, nel campo di applicazione del comma 1 lett. f), le attività agricole  svolte da qualsiasi soggetto in favore di “produttori agricoli che nell’anno solare precedente hanno realizzato (…) un volume di affari non superiore a 7.000 euro” (art. 34, comma 6, D.P.R. n. 633/1972).

In tali ipotesi l’utilizzo del lavoro accessorio è dunque ammesso, ai sensi del comma 2 dello stesso art. 70, sino a compensi non superiori a 5.000 euro nel corso dell’anno solare con riferimento al medesimo committente.

A tale norma, di carattere generale, va dunque ad aggiungersi la disposizione del successivo comma 1  bis, secondo cui, in via sperimentale per  gli anni 2009 e 2010, prestazioni di lavoro accessorio possono essere rese, “in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali, e nel limite massimo di 3.000 euro per anno solare da percettori di prestazioni  integrative del salario o di sostegno al reddito (…)”.

Laddove sussistono i requisiti di cui al comma  1 lett. f) (in particolare con riferimento ai piccoli produttori agricoli di cui all’art. 34, comma 6, del D.P.R. n. 633/1972) il lavoro accessorio è da ritenersi ammissibile sino al limite dei 5.000 euro,  anche se i lavoratori coinvolti sono percettori di “prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito”.

Laddove invece non trova applicazione il comma 1 citato, è possibile rifarsi alla successiva previsione del comma 1 bis che, nel limite dei 3.000 per anno solare (sempre con riferimento al medesimo committente), permette lo svolgimento  di prestazioni accessorie da parte dei soggetti deboli “in tutti i settori produttivi”,  ivi compresi i produttori agricoli con volume d’affari superiore a 7.000 euro che, in assenza di tale disposizione, potrebbero ricorrere solo a prestazioni rese da pensionati, casalinghe e giovani studenti.

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