Maxisanzione contro il lavoro sommerso

28 Nov    Norme e Leggi

Il Ministero del Lavoro ha fornito chiarimenti sulla circolare numero 38 del 12 novembre 2010 con cui si attuano le maxisanzione contro il lavoro sommerso, ai sensi dell’articolo 4 della legge numero 183/2010 (c.d. Collegato lavoro).

La maxisanzione si applica solo ai rapporti di lavoro subordinati.

Per tutte le altre forme (autonomi e parasubordinati) trovano applicazione solo le normali sanzioni per l’impiego di lavoratori in nero.

La maxisanzione da 1.500 a 12.000 euro, scattano anche qualora si tratti di familiari del datore di lavoro.

Il “Collegato lavoro” introduce infatti una nuova nozione di lavoratore in nero, prevedendo una diversa modulazione degli importi sanzionatori. Cambiano anche le sanzioni civili connesse all’impiego di personale irregolare e da ultimo i soggetti competenti ad irrogare la sanzione.

Per evitare maxisanzione  c’è la possibilità di regolarizzare il mancato invio della comunicazione al centro per l’impiego purché essa preceda il primo accesso ispettivo:

  • con l’invio della sola comunicazione di assunzione sempre che la regolarizzazione avvenga prima della scadenza del primo pagamento contributivo ossia, entro il 16 del mese successivo all’effettivo inizio del rapporto;
  • se la regolarizzazione avviene, invece, successivamente alla scadenza degli obblighi contributivi ma entro dodici mesi, il datore di lavoro, oltre alla comunicazione al centro per l’impiego, deve effettuare il versamento anche della contribuzione relativa al periodo “scoperto” entro trenta giorni dalla denuncia.

Nella circolare entra nel dettaglio per quanto riguarda:

  • La natura della misura sanzionatoria ed i presupposti per l’individuazione del “lavoro nero”;
  • Campo di applicazione della maxisanzione;
  • Esclusioni dall’applicazione della maxisanzione;
  • Fattispecie particolari;
  • Sanzioni amministrative;
  • Sanzioni civili previdenziali;
  • Organi competenti e le modalità procedurali;
  • Profili di diritto intertemporale.

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