Stando agli ultimi dati forniti dall’Inail, le denunce per infortuni sul lavoro sono notevolmente aumentate nel 2021. Fortunatamente, i decessi risultano in calo, eppure il fenomeno continua ad avere dimensioni molto rilevanti.
Come muoversi se si è vittima di un incidente del lavoro? A chi rivolgersi? E, soprattutto, a chi spetta il pagamento delle spese mediche? Queste e altre risposte nel nostro articolo.
La tutela assicurativa dell’INAIL
Come in molti già sapranno, il datore di lavoro ha sempre il diritto di proteggere e tutelare il proprio dipendente dai rischi che possono incorrere nell’ambiente di lavoro. Ne consegue che i dipendenti impegnati in attività potenzialmente pericolose devono essere necessariamente assicurati. Gli artigiani ed i lavoratori autonomi dell’agricoltura sono tenuti ad assicurare anche sé stessi.
In caso di incidente spetta all’INAIL intervenire con un supporto di tipo economico, sanitario, riabilitativo, protesico e di reinserimento sociale. Ne consegue che il lavoratore è del tutto sollevato da alcuna responsabilità, tranne nei casi in cui viene appurata la violazione delle norme di prevenzione e igiene sul lavoro, da stabilire in sede civile o penale.
Malattie e incidenti per causa di lavoro possono infatti essere il frutto di tragiche fatalità, difficili da evitare; ma a volte dipendono dalla mancata adozione, da parte del datore di lavoro e/o del responsabile della sicurezza, delle necessarie norme antinfortunistiche prescritte dalla legge per salvaguardare l’incolumità e la salute dei lavoratori dipendenti (e terzi). In questi casi sarà utile rivolgersi ad un avvocato (per approfondire visita il sito dell’Avv. Bassi di Reggio Emilia specializzato in risarcimento danni da infortunio).
Quale risarcimento si può ottenere?
L’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, offre al lavoratore un risarcimento piuttosto rapido senza sottoporlo allo stress di un processo e, soprattutto, senza esporlo a rischi di licenziamento o demansionamento, dal momento che non lo contrappone direttamente al datore di lavoro.
Nel caso di infortunio sul lavoro con prognosi superiore ai 3 giorni, al fine di ottenere la tutela assicurativa INAIL, il lavoratore è obbligato ad avvisare il proprio datore di lavoro trasmettendogli apposita certificazione medica. Tale comunicazione deve essere immediata e tempestiva nell’interesse del lavoratore stesso dato che, non ottemperando a tale obbligo si perde il diritto alle prestazioni INAIL per i giorni antecedenti a quello in cui il datore ha avuto notizia dell’evento.
Sarà poi compito del datore di lavoro trasmettere la documentazione in modalità telematica all’INAIL entro due giorni da quando comunicato. A pagare per l’infortunio sul lavoro sono il datore di lavoro e INAIL e nel dettaglio:
- la retribuzione dell’infortunio sul lavoro spetta al datore di lavoro a partire dal giorno dell’evento che ha causato il danno al lavoratore, per i tre giorni successivi;
- all’INAIL oltre il quarto giorno.
La retribuzione che viene erogata al lavoratore dal datore di lavoro in caso di infortunio sul lavoro ammonta:
- al 100% per il giorno in cui è avvenuto l’incidente, considerato giornata di lavoro completa;
- al 60% per i 3 giorni successivi dovuti dal datore di lavoro, salvo diverse disposizioni contenute nei CCNL.
Come già affermato, la retribuzione a partire dal quarto giorno in poi è erogata dall’INAIL e al lavoratore spetta in questo caso un’indennità pari al:
- 60% della retribuzione fino al 90° giorno di infortunio;
- 75% della retribuzione media giornaliera dal 91° giorno e fino alla completa guarigione del lavoratore.
Restano esclusi dalla copertura assicurativa: il danno biologico per menomazione inferiore ai 6 punti percentuali, e in generale i danni non patrimoniali in tutte le loro sottocategorie (morale, esistenziale, da perdita di relazione parentale).