Perché sottoscrivere un piano di previdenza complementare?

I Vantaggi Fiscali della Previdenza Complementare

La previdenza complementare è uno strumento che permette di integrare la pensione prevista dalla previdenza di base obbligatoria allo scopo di garantire un futuro più roseo al sottoscrittore.

Si tratta di una soluzione necessaria per assicurare al lavoratore un livello adeguato di tutela pensionistica, che si aggiunge alle prestazioni garantite dal sistema pubblico. In questo articolo spiegheremo i vantaggi della previdenza complementare per le varie categorie di lavoratori, dipendenti e non. 

Perché sottoscrivere un piano di previdenza complementare?

La previdenza complementare viene incontro ai lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, ai liberi professionisti, ai lavoratori autonomi e ai lavoratori dipendenti di cooperative. Tuttavia, anche chi è inoccupato può usufruirne. 

Questa pensione integrativa viene erogata sotto forma di rendita dal momento in cui vengono maturati i requisiti previsti dal regime di previdenza obbligatorio di riferimento. Inoltre, i lavoratori dipendenti possono decidere di destinare alla pensione integrativa anche le quote del TFR ancora da maturare. 

Il vantaggio innegabile è quello di poter mantenere uno stile di vita adeguato anche durante la vecchiaia ma, affinché ciò sia possibile, è necessario sottoscrivere una pensione integrativa per tempo, dal momento che il capitale accumulato e proporzionale ai versamenti effettuati nel tempo. Vediamo gli altri innegabili vantaggi nel prossimo paragrafo.

I vantaggi della previdenza complementare

Il benessere economico durante la vecchiaia è dunque il primo fattore che spinge molti lavoratori a sottoscrivere un piano di previdenza sociale. Ma anche dal punto di vista fiscale, molte sono le agevolazioni che costituiscono un’ulteriore occasione di risparmio. 

È il decreto legislativo n. 252 del 2005 il testo di base, arricchito da successive modifiche ed integrazioni, destinato a regolamentare le agevolazioni fiscali previste per chi aderisce alla previdenza complementare. Questa riforma ha infatti introdotto importanti incentivi tributari, sia dal punto di vista contributivo che per quanto riguarda le prestazioni statali. 

Ecco cosa prevede il decreto:

  • in fase di dichiarazione dei redditi, il sottoscrittore può dedurre dal reddito i contributi versati fino al limite di 5.164,57 euro annui. Le eventuali quote di TFR destinate al fondo vengono escluse da questo calcolo. Ad esempio, avendo un reddito di 35.124 euro annui e versando 5.124 euro come pensione contributiva, si pagheranno le tasse solo su 30.000 euro.
  • I rendimenti maturati dal fondo pensionistico sono soggetti ad una tassazione agevolata del 20%, contro il 26% previsto per molti investimenti di tipo finanziario.
  • Anche in fase di erogazione della pensione integrativa, sia in rendita che in capitale, la tassazione dei fondi pensione a scadenza è agevolata: viene applicata una ritenuta a titolo d’imposta con aliquota massima del 15%. Questa percentuale è destinata a scendere negli anni: dopo il 15esimo anno di partecipazione a un fondo pensionistico, verrà scalato un ulteriore 0,30% all’aliquota, fino ad arrivare a 6 punti percentuali di sconto massimo complessivo. In sostanza l’aliquota scende dal 15% fino al 9%.
  • Anche i premi di produttività possono essere dedotti dal reddito complessivo se convertiti in contribuzione alle forme di previdenza complementare per un importo di 3.000 Euro.
  • L’aliquota agevolata, tra il 9% e il 15%, è prevista anche per il riscatto anticipato del fondo integrativo. 
  • La stessa agevolazione, tra il 9% e il 15%, è prevista per le anticipazioni per spese sanitarie mentre, per le anticipazioni dettate da altri motivi, la tassazione ammonta al 23%.

La previdenza integrativa con i suoi vantaggi fiscali non solo è utile, ma è lo strumento di risparmio più conveniente nel mondo finanziario. Può avvantaggiare liberi professionisti, dipendenti, giovani lavoratori o quelli prossimi alla pensione, o anche per soggetti fiscalmente a carico, con benefici per la persona di cui l’aderente è a carico.

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