Sei laureato il lettere? Ritenta, sarai più fortunato

C’è la crisi. Non ci sono soldi, chiuderanno le imprese, aumenterà la disoccupazione…chi non sente almeno una volta al giorno una di queste frasi (mentre ha la sensazione di essere nato nell’epoca sbagliata)? C’è disoccupazione, poi, è una frase che aleggia nell’opinione comune già prima della imminente recessione dovuta al crollo delle borse.
Eppure visti i dati di Unioncamere non sembra che non ci fosse lavoro, almeno per talune categorie, nell’anno che volge al termine.
Leggiamo infatti in uno stralcio del comunicato che “nel 2008, sul mercato del lavoro, mancano all’appello 42mila laureati nelle varie discipline e almeno 88mila diplomati negli istituti tecnici e professionali”. Mica uno o due, 42 mila!

Le stime – agghiaccianti oserei dire, visto il brivido freddo che mi corre sulla schiena- del Centro studi di Unioncamere, rese note nell’ambito di Job&Orienta, il salone nazionale per l’orientamento conclusosi a Verona, ci dicono che i laureati in ingresso nel mercato del lavoro durante il 2008 sono circa 157mila e non soddisfano il fabbisogno: ci troviamo di fronte a un gap stimabile in 12mila unità nel lavoro dipendente e in quasi 42mila unità se si tiene conto anche del lavoro indipendente.
In soldoni 12 mila posti di lavoro dipendente non coperti e 42 mila lavoratori indipendenti potenziali non occupati.

Saltate giù dalla sedia e preparate un curriculum.
Sempre che apparteniate alle categorie stellate ricercate da privato e pubblico: chi sono i laureati «introvabili»?
Questi animali rari liberi nei boschi della inoccupazione, cercati dalle aziende?
Unioncamere ci racconta che sono circa una decina le figure professionali appetitose per il mercato del lavoro: le prime posizioni sono occupate dagli assistenti tecnici alla clientela, dai fisioterapisti e dagli infermieri, la cui percentuale di difficoltà di reperimento supera il 60%. Le professioni in cui trovano più frequentemente sbocco i laureati con una laurea specialistica o triennale sono ( riguardo al numero di posti) quelle di infermiere, educatore professionale, responsabile commerciale, progettista meccanico e addetto alle operazioni bancarie front-office.
Siete un laureato in lettere? Pazienza, non hai vinto, ritenta sarai più fortunato!
Per quanto riguarda, invece, i diplomati, quelli provenienti dagli istituti tecnici e professionali sono, secondo le aziende, più difficili da reperire (diplomati a indirizzo agrario-alimentare, diplomati negli istituti tecnici e professionali a indirizzo meccanico (oltre 13.200 assunzioni considerate «difficili»). Tra questi ultimi, gli imprenditori incontrano problemi soprattutto nel caso dei tornitori, dei meccanici di autoveicoli e degli assemblatori di apparecchiature meccaniche.
Se si guardano i numeri delle offerte di lavoro poi, le figure più ricercate tra i diplomati provenienti dagli istituti tecnici e professionali sono quelle di addetto alla contabilità e all’amministrazione, segretario, addetto alla gestione del magazzino e addetto alle vendite.
Insomma, non lamentatevi della disoccupazione.
Ma attenzione. Parliamo del 2008, nel 2009 incombe l’ala nera della crisi. «La fase di recessione in cui sono entrate tutte le economie dei Paesi industrializzati, Italia inclusa, porterà sicuramente molte imprese – sostiene Unioncamere – a rivedere al ribasso i propri programmi di assunzione, riducendo in questa maniera le dimensioni complessive del gap tra domanda e offerta di laureati. Ma rimane inalterato il problema del ‘mismatch’ qualitativo e, d’altra parte, le esigenze di innovazione e riqualificazione delle produzioni per rimanere competitivi spingerà le aziende a privilegiare le assunzioni per le professioni maggiormente qualificate».
E ti pareva.

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