Da Pomigliano Marcia del Lavoro in Bici

27 Mag    Notizie sul Lavoro
Stamane è partita alle 10:30 dai cancelli dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco la carovana di operai metalmeccanici del Sud che aderiscono al progetto “Il lavoro in marcia”, organizzato da Fiom con la collaborazione di Uisp e Arci, le quale si uniranno alle tute blu a l’aquila  già partite da Padova il 17 maggio scorso. I due tronconi si ricongiungeranno il 30 maggio a L’Aquila. È una sorta di giro d’Italia alternativo attraverso i valori del lavoro, della solidarietà e del conflitto.

«Partiremo dallo stabilimento di Pomigliano – ha spiegato il segretario della Fiom Campania, Maurizio Mascoli, durante la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa – perché è l’emblema della crisi del lavoro del Mezzogiorno. Approderemo nel Casertano, alle porte dello stabilimento Indesit di Teverola, e quindi proseguiremo la lunga marcia verso L’Aquila, da dove poi ci sposteremo per raggiungere Roma. Qui ci aspetta il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al quale consegneremo il messaggio di migliaia di lavoratori del settore metalmeccanico e la richiesta di interventi seri e concreti da parte del governo e delle istituzioni contro la crisi».

Una carovana di biciclette che attraverserà l’Italia in un viaggio nel cuore del paese, quello di chi lavora, di chi è in cassa integrazione, di chi è stato licenziato. «La provincia di Caserta – ha affermato il segretario della Fiom casertana, Raffaele Moretti – paga un prezzo altissimo, con oltre cinque mila lavoratori del settore auto ed elettrodomestici in cassa integrazione». I lavoratori campani in marcia, faranno tappa anche a Capua per deporre una corona d’alloro ai piedi dell’albero di Carlo Santagata, sedicenne capuano, medaglia d’oro alla Resistenza, seviziato e impiccato nell’ottobre del ?43 dai nazisti.

«Durante la marcia – ha sottolineato Massimo Brancato, segretario Fiom Campania – vogliamo affermare i valori della democrazia e della Costituzione». Attraverso uno degli sport più amati e più popolari d’Italia, l’incontro con le lavoratrici e i lavoratori delle fabbriche in crisi. Giorno dopo giorno, con dibattiti, spettacoli, corsi e incontri per raccontare l’Italia del lavoro e della crisi, quella di cui non si parla o di cui non si parla abbastanza. Un modo come altri per ribadire che il lavoro unisce». Fonte:”L’espresso”

 

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