Il disoccupato si dedica ai lavori domestici!

1 Giu    Varie

Al Festival dell’Economia un’indagine su come utilizza il tempo chi ha perso il lavoro:  Niente sport, teatro, o cinema: ci si occupa della casa, forse per lenire il senso di colpa. Una scelta che in Usa, Germania e Australia ccumuna uomini e donne, mentre in Italia le donne lavorano comunque il triplo fra le mura domestiche.

TRENTO – I disoccupati sicuramente hanno tanto tempo libero, ma non lo impiegano per divertirsi. Quello che può sembrare un’ovvietà è il risultato di un’indagine presentata al Festival dell’Economia da Michael Burda, della Humboldt University di Berlino. I ricercatori si aspettavano che i disoccupati dividessero le loro giornate tra la ricerca del lavoro e un sano recupero del tempo perduto per attività sociali e culturali. Nulla di tutto questo: a crescere in modo esponenziale è il tempo impiegato in lavori domestici. La musica non cambia se dagli Stati Uniti si passa all’Australia o alla Germania.

Naturalmente in Italia ci sono grosse differenze tra il tempo libero delle donne e quello degli uomini, ma questa è storia nota. Sia tra i disoccupati che tra gli occupati, il tempo che le donne dedicano alla casa è il triplo di quello dedicato dagli uomini. Nel resto del mondo non vi sono differenze di genere così radicale: aumenta il tempo dedicato ai lavori domestici, punto.

L’unico caso nel quale è risultato che i disoccupati dedichino un po’ più di tempo alle attività culturali, o sportive o in generale a quelle che s’intendono come attività del tempo libero, è quello in cui la perdita del lavoro interessa un ampio gruppo, o una comunità. “Evidentemente se una persona è l’unica ad essere disoccupata nella propria comunità si vergogna, e quindi riversa il senso di colpa nel lavoro domestico – commenta Burda – mentre se si tratta di una condizione che coinvolge molte persone, il senso di colpa si attenua, e ci si può permettere di dedicarsi ad attività più gradevoli. Ma conta anche molto il titolo di studio: di regola le persone con alti titoli di studio non si dedicano ai lavori domestici, anche se sono disoccupate”.

Le differenze tra uomini e donne sono molto tenui in questo tipo di comportamento in tutti i Paesi considerati tranne che in Italia, dove si riscontra una radicale differenza. Dall’indagine effettuata da un gruppo di ricercatori coordinati dal professor Burda emerge infatti che in Germania i maschi disoccupati dedicano 93 minuti al lavoro domestico, e le donne 94, solo uno in più. Negli Stati Uniti gli uomini 92 minuti e le donne 91 (addirittura meno!). E in Australia 82 minuti gli uomini e 78 le donne (quasi cinque minuti in meno).

In Italia si passa dai 41 minuti degli uomini ai 124 delle donne. “Le donne nel nostro paese lavorano troppo!”, scherza l’economista. E calcola che, se l’enorme ammontare del lavoro domestico venisse retribuito, potrebbe valere fino al 20-25% del Pil.

A stupire i ricercatori non è soltanto la forte crescita del tempo impiegato in lavori domestici tra i disoccupati ma anche il poco tempo dedicato alla ricerca di un nuovo lavoro. “I disoccupati lavorano in casa più degli occupati con una percentuale che va dal 30% di Stati Uniti e Australia al 60% dell’Italia – conclude infatti il professor Burda – la Germania sta in mezzo. Ma in totale non lavorano altrettanto delle persone occupate”.

Quindi, perché trascurare la ricerca di un altro lavoro? Negli Stati Uniti i disoccupati vi dedicano quasi 15 minuti al giorno se uomini, 12 se donne, in Germania oltre 10 minuti al giorno gli uomini e 7 le donne, in Italia meno di 10 minuti gli uomini e 7 le donne. Tutto sommato davvero poco tempo, soprattutto in paesi come il nostro, in cui i disoccupati sono abbandonati a se stessi: “Nei Paesi scandinavi le donne senza lavoro sono assistite da sussidi e vengono obbligatoriamente dirottate verso attività formative se dopo un anno non hanno trovato un nuovo impiego”.
Fonte: Repubblica

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