Il problema principale dello stage è che spesso e volentieri si trasforma in un sistema che è mirato al puro sfruttamento, senza alcuna possibilità di procedere a successiva assunzione e addirittura, delle volte, senza nemmeno imparare qualcosa di davvero utile.
Esistono però dei piccoli trucchi per riuscire a capire quali sono le possibilità nella selva degli stage che “valgono la pena” e quali no e ciò dipende principalmente dalla tipologia di stage che si viene a sottoscrivere. Infatti non tutti sono uguali, ma cambiano in base alle necessità delle aziende: stage extracurriculari e curricolare, stage di formazione e orientamento, infine stage di inserimento.
Se gli stage sono di “formazione” è chiaro che nessuno può ambire ad una necessaria assunzione, diverso è il caso dello stage di inserimento.
Sta a chi viene scelto per lo stage dover mettere in chiaro le cose fin da subito: se siete alla ricerca di inserimento, è bene chiedere subito la finalità dello stage, per evitare di incappare nel giro dei “turnisti” del lavoro (spesso anche gratuito) senza alcuna possibilità di inserimento nell’azienda ospitante.
Gli stage curricolari sono quelli che vengono svolti all’interno di un contesto universitario o scolastico, gli stage extracurricolari sono quelli che si producono indipendentemente dall’alveo della formazione tipica di impronta universitaria o scolastica.
In ogni caso, lo stage non viene mai considerato un rapporto di lavoro, bensì una possibilità per imparare e far vedere le proprie potenzialità all’azienda. I fini sono sempre previsti esplicitamente nel contratto di stage. In quest’ultima categoria possiamo ricomprendere:
1- Tirocini formativi, volti a valorizzare neodiplomati o neolaureati entro i 12 mesi dal loro conseguimento e non possono superare i sei mesi per stage. Attenzione anche ai sinonimi: “tirocinio formativo, di formazione, orientativo o di orientamento” indicano tutti esattamente la stessa cosa, lo stage di formazione.
2- tirocini di inserimento hanno l’obiettivo ultimo di assunzione e non possono durare più di un anno.
3- tirocini di reinserimento sono identici ai tirocini di inserimento, ma riguardano la categoria specifica degli inoccupati e dei disoccupati
Parlavamo di trucchi. Ecco quali sono:
Se un’azienda non da un rimborso spese oppure ne da uno molto esiguo, vuol dire che non vi considera un investimento, ma probabilmente siete parte dei “turnisti del lavoro” e una volta finito il vostro turno toccherà a qualcun altro.
Fate attenzione agli abusi: lo stage non deve essere né “fare fotocopie” e nemmeno prevedere responsabilità troppo elevate.
Il tipo di lavoro non deve essere troppo distante da quanto effettivamente previsto su contratto e in linea con il vostro “storico” lavorativo, a meno che non prevedete volontariamente di cambiare settore.
La situazione ideale è quella di cominciare a lavorare sotto il controllo di un elemento dell’azienda (tutor).
Se lo stage non prevede questi elementi, potete rivolgervi ad un sindacato o all’ispettorato del lavoro per far valere i vostri diritti ma principalmente per motivi molto gravi, in caso contrario la relazione di stage verso l’ente promotore potrà essere un’arma a vostro favore per non dar più modo di attivare nuovi stage all’azienda ospitante.
Il motivo per cui pochi stage diventano un trampolino per l’assunzione, è proprio perché vi è un abuso degli stage “usa e getta” utilizzati per coprire una vera e propria posizione lavorativa ruotando tante persone a costo zero o quasi.
Se l’obiettivo è qualcosa in più della semplice esperienza lavorativa, fate dunque attenzione a ciò che il singolo stage vi propone, alle possibilità di crescita e inserimento, ai rimborsi conferiti e alla tipologia di stage.
immagini: morguefile.com
buonasera ,
mia figlia è in stage dal 11/08/2016 in un negozio di abbigliamento che non gli ha dato in mano uno straccio di contrattino , mia figlia è iscritta al centro impiego categorie protette , secondo me la stanno solo usando.. ma non vuole che vado a parlare con la responsabile ,, cosa devo fare?
Sono sempre situazioni spiacevoli, e sua figlia si trova tra l’incudine e il martello come spesso capita.
Magari attendi, per vedere come evolve la situazione, ma per sicurezza raccogli prove della continua presenza in negozio di sua figlia, cosìcchè in caso di problemi, può mostrarle. Per queste cose si rivolga poi ad un sindacato.