come diventare consulente d'immagine

Come diventare Consulente d’Immagine

Il cambiamento e l’evoluzione della società, delle abitudini, delle esigenze e del modo di vivere ha importanti conseguenze anche nel mondo del lavoro e osservarle e analizzarle è il primo passo per sfruttarle a nostro vantaggio.

Accanto alla riscoperta delle tradizionali professioni (ad esempio, ti abbiamo raccontato come diventare una sarta), ogni giorno assistiamo anche alla loro evoluzione (è il caso del mestiere del calzolaio) e alla nascita di nuove professioni, di inedite opportunità lavorative.

E, a proposito di possibilità ancora solo in parte esplorate, oggi ti suggeriamo come diventare Consulente d’Immagine, una professione che negli Stati Uniti è nata già negli anni Cinquanta e che nel nostro Paese si è diffusa più di recente, un servizio prima prerogativa delle Dive di Hollywood e degli esponenti del mondo della politica, poi divenuto status symbol e strumento di uomini d’affari e di donne manager.

Insomma, quella del Consulente d’Immagine, un percorso alla scoperta e alla comunicazione di sé, è oggi una professione sempre più richiesta e ricercata, soprattutto se praticata con competenze e abilità.

diventare-consulente-immagine Vuoi sapere come diventare Consulente d’Immagine? Come puoi formarti e poi trovare lavoro? Come e quanto guadagna un Consulente d’Immagine, cosa fa, quali opportunità lavorative può sfruttare?

Queste e molte altre domande abbiamo rivolto a Federica Grimaldi, da anni Consulente d’Immagine professionista per privati e aziende.

Vuoi conoscere meglio Federica? Puoi trovare tutte le sue informazioni sul suo sito web.


#1. Ciao Federica, raccontaci di te. 🙂 Chi sei? Cosa fai?

Ciao Ludovica, sono una donna che ha fatto della sua più grande passione il proprio lavoro. Sono felicemente sposata con un marito molto paziente e attento, il che, visto il lavoro che faccio, sono doti indispensabili. Oltre che da mio marito la mia piccola famiglia è completata dalla nostra piccola cagnolina Lulù.

Dopo anni di lavoro come Office Manager sono riuscita a coronare il mio sogno più grande: ovvero fare della moda la mia professione. La mia vita trascorre in molta parte del tempo sugli aerei perché il mio lavoro mi porta a girare tanto.

Oltre al mio lavoro, l’altro elemento a cui non potrei mai rinunciare nella vita è viaggiare. Amo ogni tipo di viaggio, dai più confortevoli e mondani a quelli più spericolati e avventurosi.

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#2. Come può la passione per la moda diventare un lavoro?

È molto semplice e molto complicato allo stesso tempo. Semplice perché se davvero di passione si tratta, lasciarsi trasportare da essa è la cosa più naturale che possa esserci.

È difficile perché se la tua vita è già incanalata in una direzione sicura e tranquilla, decidere di buttare al vento qualcosa di certo per intraprendere un percorso, che per quanto meraviglioso, è ricco di insidie e incognite non è semplice.

Il coraggio però, unito ovviamente al sostegno della tua famiglia e alla scelta di una formazione di alto livello, paga sempre.

#3. Come si diventa un consulente d’immagine? E quali opportunità offre oggi questa professione?

La consulenza d’immagine è una professione molto nuova in Italia.

Nasce negli anni ’50 negli Stati Uniti e diviene in brevissimo tempo, da prerogativa delle Dive di Hollywood e del mondo della politica, a normale strumento di successo di uomini d’affari e donne manager.

Molto spesso, troppo direi, viene confusa con la figura della  Personal Shopper. Il servizio di Personal Shopping è sicuramente una delle possibilità di lavoro per una Image Consultant, ma mi piace pensarlo solo come uno step di un percorso molto più articolato ed affascinante.

Ormai quasi tutte le scuole e Accademie di moda, in primis milanesi ma ormai non solo, propongono il corso di Consulente d’Immagine. Nel mio caso, ho studiato per diventare Image Consultant, esperta di Business Etiquette e Personal Shopper a Milano.

Le opportunità che offre sono quelle che noi siamo in grado di crearci, soprattutto se decidiamo di lavorare autonomamente.

Siamo libere professioniste e ci muoviamo in un ambito in cui non sempre è chiaro quali siano le caratteristiche per poterci definire tali: non esiste un albo, e in fondo chiunque, anche una donna con buon gusto che consiglia le amiche su come vestirsi, può decidere di farsi chiamare Consulente d’Immagine.

Ovviamente le cose non sono esattamente così, e ciò che una Consulente d’Immagine dovrebbe fare lascia molto poco al gusto personale e molto alla conoscenza tecnica del colore e degli effetti ottici. Si tratta di cose che sai o non sai. Non si inventano e non sono istintive.

#4. Quanto è diffusa la professione del Consulente d’Immagine? Qual è la situazione attuale nel settore?

In città come Milano è una professione che si sta diffondendo parecchio. Purtroppo come accade in un settore così nuovo le offerte delle varie scuole non sono sempre all’altezza delle aspettative.

La situazione attuale nel settore è che c’è tanto lavoro ma occorre riuscire ad arrivare alle potenziali clienti. Sicuramente è più semplice lavorare nelle grandi città piuttosto che nei piccoli centri in cui il bacino a cui riferirsi è molto piccolo. Inoltre in Italia c’è da parte di tante donne e uomini l’idea che abbiamo un gusto innato nel vestire, per cui non abbiamo bisogno di consigli da parte di una professionista. E invece ti garantisco che ne abbiamo bisogno, e pure tanto.

#5. Come può trovare lavoro un Consulente d’Immagine? E chi sono i suoi clienti?

Terminato il percorso formativo si può decidere di proporsi per collaborazioni in Boutique, Grandi Magazzini, Saloni o Hotel di lusso, oppure di intraprendere la libera professione.

Quest’ultima consente, secondo me, di esprimersi attraverso questo lavoro al massimo delle proprie potenzialità.

Certo è dura perché in sostanza bisogna andare in giro a cercarsi le clienti il che comporta un grandissimo dispendio di energia che non sempre viene subito ricompensato come si spera. Una delle insegnanti della mia Accademia ci disse: “se dopo che uscite da qui non riuscite a fare una consulenza nei successivi tre mesi questo lavoro non fa per voi”.

All’epoca mi sembrò eccessivo come giudizio ma oggi a distanza di anni di professione mi rendo conto che è vero. Il mio lavoro è fatto sì di tanta competenza, ma anche di empatia: occorre entrare in sintonia subito con la tua potenziale cliente. Devi avere quel tocco magico che convince una donna a mettere nelle tue mani un pezzo di sé. Se non ce l’hai non c’è modo di acquisirlo in nessun modo.

Le mie clienti sono prevalentemente meravigliose donne dai 35 ai 60 anni e oltre che ad un certo punto della loro vita, vuoi per i normali cambiamenti che avvengono nel corpo di ogni donna, vuoi perché ad una cerca età si cominciano a fare i conti con la vita, non si riconoscono più e sentono il fortissimo bisogno di attuare un cambiamento.

E, nonostante si pensi che i cambiamenti più profondi avvengano dall’interno, io credo che il percorso possa essere anche inverso: cominciando a prestare attenzione a te e il tuo corpo, una attenzione che fino ad allora avevi dedicato alla famiglia e al lavoro, ricominci a scoprirti. Fai venire fuori parti di te che pensavi sopite, o addirittura mai espresse.

La consulenza d’immagine è un percorso di consapevolezza di sé, di liberazione dagli stereotipi, di riaffermazione del proprio io. Sembra strano che “dai vestiti” si arrivi a livelli così profondi della personalità, ma l’esperienza mi ha insegnato come la percezione di sé e la ristrutturazione di sé possa partire anche da una nuova immagine esteriore.

La vittoria vera di questo percorso è arrivare al “come dentro fuori”, “eccomi mondo, io sono questa, e sono fantastica”. Ho visto vere e proprie rivoluzioni di vita partire proprio dalla cura della propria immagine.

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#6. Quanto è possibile guadagnare praticando la professione del consulente d’immagine?

Questa è una domanda da un milione di dollari. Come ogni libera professione, dipende. Dipende sostanzialmente da noi, da quanto siamo in grado di dare un servizio che in qualche modo viene percepito come realmente utile e non semplicemente estetico o superficiale.

Dipende dalla piazza sulla quale si decide di lavorare: è chiaro che un piccolo centro di provincia non consentirà mai un guadagno alto. È anche vero però che in centri grossi come Milano si ha molta più concorrenza.

Come per qualunque altra libera professione c’è chi guadagna molto bene e chi no. Se poi si decide invece di lavorare per altri, beh, avrà meno preoccupazioni o responsabilità, ma non potrà certo crescere oltre un certo livello. Se si lavora bene e seriamente, come in ogni campo, si possono avere davvero molte soddisfazioni oltre che professionali anche economiche. Il target delle clienti è piuttosto alto e il lavoro iperspecializzato.

#7. Come si svolge la giornata tipo di un consulente d’immagine?

Non abbiamo una giornata tipo, perché non abbiamo nemmeno una cliente tipo. Pur avendo un target preciso ogni cliente è un universo a sé. Non sai mai chi ti troverai di fronte, non sai quanto tempo dovrai dedicarle (personalmente odio lavorare guardando l’orologio).

Compatibilmente agli orari della cliente, tendo a fare le consulenze la mattina, per poter sfruttare il più possibile la luce naturale e per avere la cliente più fresca possibile. La sera, se non devo fissare un altro appuntamento, lo dedico alla parte di lavoro che devo svolgere senza la cliente presente.

Non esistono weekend se si decide di fare questo lavoro: sono quasi sempre impegnati perché le donne che lavorano tutta la settimana ovviamente chiedono di poter fissare un appuntamento proprio il fine settimana.

#8. Quali competenze deve possedere un consulente d’immagine? E quali qualità sono indispensabili?

Dal punto di vista delle competenze professionali deve aver studiato. Sembra banale ma ti assicuro Ludovica che non lo è. Deve avere molta dimestichezza con il colore, conoscere alla perfezione la teoria del colore, il valore simbolico del colore per poterci giocare con facilità, e deve maneggiare le illusioni ottiche come se fosse la cosa più normale del mondo.

Insomma, deve avere competenze che non si improvvisano ma si apprendono. E deve fare subito, non appena termina il percorso di studi, tanta esperienza.

Dal punto di vista umano invece, deve avere un forte carattere intuitivo. Soprattutto inizialmente la cliente difficilmente ti dirà il vero motivo per cui è venuta da te. Questo emergerà piano piano, passo dopo passo.

Ma il carattere principale che una consulente d’immagine deve avere, è l’amore per le donne. Devono piacerti, loro faranno parte della tua vita ogni giorno. Devi essere capace di entrare in empatia con loro, con le loro insicurezze; e loro devono sentirsi libere di mostrarsi con te per ciò che realmente sono.

Non devono mai sentirsi giudicate: se si ha l’attitudine a giudicare le donne per il loro aspetto fisico, questo lavoro non fa per voi. Solo così le si può aiutare a venir fuori, come sono realmente: dei meravigliosi cigni.

In realtà io lavoro molto bene anche con gli uomini, per l’immagine professionale e l’assistenza in sartoria per gli abiti. Ma qui andiamo su un altro piano del discorso: gli uomini non vogliono empatia, ma moltissima competenza e razionalità.

#9. Quale percorso di studio prima e professionale poi deve seguire chi vuole diventare un consulente d’immagine?

Consiglio di scegliere una Accademia della Moda seria, una di quelle che possono garantire di rilasciare un titolo la cui validità, che a livello burocratico è nulla, è data dalla reputazione che la scuola ha.

Lasciate stare dunque tutte le pseudo Accademie messe su in fretta e furia da personaggi della Tv al fine di sfruttare una popolarità che non è certamente sinonimo di preparazione: le materie che dovrete studiare sono parecchie e per ognuna cercate il top della professionalità. E che vi permetta di fare tanta pratica durante il corso di studi perché quando vi troverete tra le mani una “donna vera” che si affida a voi, allora sentirete tantissimo la responsabilità di non sbagliare.

Professionalmente, se scegliete di lavorare per terzi, dovrete preparare un c.v. ben fatto, e cercare inizialmente delle collaborazioni che nel tempo potrebbero diventare fisse. Se invece, come me, sceglie la via della libera professione, ci si dovrà armare di una buona dose di intraprendenza, pazienza, e tenacia, e si dovrà trovare il modo di farsi conoscere. La propria cerchia di amicizie e conoscenze è il miglior modo per iniziare, sia per prendere confidenza con la professione e sia per far sapere che ci sei, esisti, e soprattutto cosa fai.

come diventare consulente d'immagine

#10. Cosa fa un Consulente d’Immagine per restare sempre aggiornato in fatto di moda e di tendenze?

Tantissime cose. Di queste tantissime cose seguire le sfilate o sfogliare le maggiori riviste di moda sono solo la base minima. In realtà, deve studiare e ancora studiare. Frequentare sartorie, parlare con gli operatori del settore, gli artigiani. Deve viaggiare, osservare con i propri occhi senza affidare interamente il proprio aggiornamento alla mediazione di una rivista.

E deve leggere tanto, non solo di moda.

#11. Sei presente sul Web con un’identità forte e distintiva. Qual è il tuo rapporto con la Rete? Come gestisci la tua presenza online?

Confesso, è un rapporto di amore/odio. La realizzazione del sito con la sezione blog è stata una delle prime cose che ho fatto. Ho ritenuto fosse indispensabile esserci da subito. Ho un mio profilo sui maggiori social e una pagina professionale su Facebook. Cerco di interagire più che posso con chi mi segue e cerco di utilizzare i social per fornire consigli utili e informazioni sul mio lavoro.

Nella sezione blog del sito, oltre che di moda, parlo della seconda passione della mia vita: i viaggi. Sempre ovviamente con un occhio particolare all’aspetto del lusso e dello shopping.

#12. Quanto credi sia importante oggi il Web per chi vuole diventare consulente d’immagine?

Io credo che il web oggi sia importante per chiunque. Non riuscirei a pensare ad una professione qualunque, ma ancora di più una professione in cui la comunicazione è la base, senza il supporto del Web.  Poi da qui ad usarlo bene, e con buon gusto, c’è il mare. Per questo penso che sia importante farsi consigliare e assistere da chi lo fa come professione. Non so se ci sia di peggio che curare male i propri social: abbiamo visto spesso scivoloni pazzeschi anche da parte di grosse aziende.

Grazie mille! 🙂

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