Il lavoro sarà sempre più “verde”

5 Ott    Notizie sul Lavoro

No, non si parla dei rincari della benzina, per una volta.

Dall’istituto di ricerca Althesys arriva un risultato che segnala un risvolto importante per il futuro del lavoro operaio, vale a dire un boom per l’occupazione nel settore delle energie rinnovabili entro il 2020. Sembra infatti che per quella data si arriveranno a toccare i 110mila occupati, capaci di generare un volume di stipendi pari a 2,6 miliardi di euro annui.

A parlarne è lo stesso ceo di Althesys, Alessandro Marangoni, responsabile del gruppo di ricerca dello studio “Green employment e sviluppo delle rinnovabili”.

Prima di diffondere i dati, Althesys ha provveduto a sviluppare un proprio modello d’analisi a partire da ciò che è definibile come “lavoro verde”: l’occupazione che è generata dalle energie rinnovabili in tutte le fasi della filiera produttiva, dalla fabbricazione alla manutenzione, passando per assemblaggio e installazione di ogni pezzo.

Il mercato è in ascesa. Si pensi che nonostante la crisi, secondo l’Istat le energie pulite negli ultimi due anni hanno avuto un incremento del fatturato industriale pari al 14% e il giro di affari supera ormai l’1% del Pil raggiungendo 13 miliardi di euro. Di conseguenza, si tratta di uno dei pochi settori in cui anche le possibilità occupazionali sono in crescita.

La previsione è stata elaborata anche tenendo in considerazione il raggiungimento degli obiettivi europei sulle energie rinnovabili –  pari per l’Italia al 17% sul consumo totale di energia – e gli eventuali incentivi nel mercato.

Secondo le stime della ricerca, nel 2020 gli impiegati nell’energia pulita saranno circa 100mila, così suddivisi: 41.500 nel fotovoltaico, 28.000 nell’eolico, 26.400 nelle biomasse. Chiudono le energie emergenti quali il minihydro con 5.400 occupati e il geotermico con 800 unità. Prevedendo i dati al “lordo”, secondo la ricerca di Althesys si potranno superare anche i 110 mila lavoratori.

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