Riforma del lavoro: due miliardi di euro per gli ammortizzatori sociali

12 Mar    Notizie sul Lavoro

Mentre riprende il confronto con i sindacati per la riforma del lavoro, sembra che ci siano, contrariamente alle prime dichiarazioni, delle risorse su cui poter contare.

È stato lo stesso premier Monti ad assicurare – come ministro ad interim dell’Economia – che nelle casse del Tesoro entreranno due miliardi di euro in grado di dare una certa copertura alla riforma. I fondi sembrano saranno racimolati grazie, in parte, ai risparmi ottenuti con le nuove norme previdenziali.  La trattativa con i sindacati è ancora lungi dall’essere risolta, ma l’obiettivo del Governo è quello di convincerli su varie qu

estioni cruciali lasciando momentaneamente da parte gli aspetti spinosi della modifica all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Modifica e non più abrogazione, in ogni caso. È questo un ulteriore elemento con cui il ministro Fornero cercherà di convincere i sindacati.

Soldi freschi che consentono anche di garantire la conferma di una cassa integrazione straordinaria – valida cioè nei casi di sospensioni dovute a ristrutturazioni aziendali – e il pagamento dell’assegno di disoccupazione. Ammortizzatori sociali, questi, che comunque non prenderanno il via prima del 2017.

Governo e sindacati, intanto, concordano sulla maggior tutela dell’apprendistato, eliminando quell’enorme disponibilità di contratti tra i più variegati che finiscono con il generare precarietà e favorendo la verifica di una vera e propria crescita professionale durante l’apprendistato. È lotta aperta anche alle false partite Iva e alle collaborazioni fittizie che in realtà celano veri e propri rapporti di dipendenza.

Per quanto riguarda l’Articolo 18, una delle modifiche che si vorrebbero introdurre come soluzione comune è l’introduzione di un indennizzo per quei lavoratori licenziati dall’impresa per motivi economici.

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