Anche per il 2011 i salari medi italiani restano nella fascia più bassa della classifica Ocse ed europea, ben dietro a tutti i maggiori stati europei e anche alla Spagna. Lo studio è rivelato dall’Ocse nel rapporto Taxing Wages per il 2011. Lo stipendio medio del dipendente italiano è di 25.160 dollari all’anno, assestandosi al 23esimo posto tra tutti i 43 Paesi membri dell’Ocse. Tra gli stati europei siamo davanti soltanto a Grecia e Portogallo, ma dietro a Spagna, Irlanda, e ai “big” Francia, Germania e Gran Bretagna.
Ad influire negativamente è soprattutto l’elevata pressione fiscale sulle buste paga. Il peso delle tassazioni su un salario di un single e senza figli a carico è attualmente pari al 47,6%, con un’ulteriore aumento dello 0,7% rispetto all’anno precedente. Un livello altissimo ben al di sopra della media dei Paesi Ocse (35%) e dell’Unione Europea (41,5%), al sesto posto complessivo. Peggio fa il Belgio, con una pressione sulle buste paga pari al 55,5%.
Parlando generalmente, l’Ocse fa notare che tra il 2010 e il 2011 il peso delle tasse è aumentato per tutti i tipi di famiglia, soprattutto per le coppie con figli, e l’Italia già da dieci anni ha un cuneo fiscale superiore alla media. In queste condizioni, anche il lavoratore pubblico che un tempo era stabilmente in una fascia salariale “media”, oggi può dover affrontare situazioni di rischio.
Tali numeri, poi, senza dubbio si troveranno notevolmente peggiorati nel rapporto 2012 a causa della politica di forti tassazioni attualmente in atto con il Governo Monti.